È una nuova geografia turistica quella che emerge, dopo lo scoppio del conflitto tra Iran, Israele e Usa, dall’aggiornamento dell’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato su un campione di 336 agenzie di viaggi distribuite su tutto il territorio nazionale, e che Adnkronos con Labitalia ha visionato in anteprima.
Secondo l’osservatorio, Medio Oriente a parte, soffrono ingiustamente l’Egitto (per il 45% degli intervistati) e la Turchia (37,8%). E non recupera posizioni neanche il Nord America, con la destinazione Usa che resta molto sottotono (10,5%).
In crescita, pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano soprattutto: Italia (57,7%); Europa con gli short break (18,1%); crociere (12,9%).
In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: stando all’osservatorio cresce la richiesta di supporto e accompagnamento; il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione. Gli agenti di viaggi in questo momento, poi, avvertono di vedere pubblicamente riconosciuto il loro ruolo dalle istituzioni (49,1%), il bisogno di linee guide ufficiali da condividere con i clienti (35,5%) e di poter utilizzare salvaguardie assicurative più accessibili (9,35).
«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale – dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria a Adnkronos – In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato».

