Eurostar assorbe Thalys: nasce il colosso dei treni

Eurostar assorbe Thalys: nasce il colosso dei treni
25 Gennaio 13:45 2023 Stampa questo articolo

Raddoppiare il traffico passeggeri con il lancio del nuovo brand. È la mission di Eurostar Group, che ha svelato il nuovo marchio in seguito alla fusione tra gli operatori ferroviari di Eurostar e Thalys, cercando di trarre vantaggio dall’incremento della domanda di viaggi nell’Europa occidentale.

Con la fusione il marchio Thalys scompare a favore del nome Eurostar e tutti i 51 treni subiranno un restyling con il nuovo logo. Previsto il lancio di un unico sistema di prenotazione, sito Web e app per tutti i servizi entro la fine dell’anno, oltre ad un unico programma di fidelizzazione in tutto il gruppo.

Nel 2022 Eurostar Group ha trasportato 15 milioni di passeggeri, 4 in meno rispetto ai 19 del 2019, in epoca pre Covid: ora si punta sui 30 milioni di viaggiatori all’anno entro il 2030 attraverso i suoi piani di crescita. Sempre nel 2022 Eurostar ha fatto registrare una ripresa dei viaggi di piacere più rapida rispetto a quelli aziendali, tornati comunque ai all’80-85% dei livelli pre-Covid entro la fine dell’anno

«Il rebranding è stato un momento unico per i viaggi in treno» ha sottolineato Gwendoline Cazenave, nuovo ceo del gruppo a margine di un evento a Bruxelles martedì 24 gennaio. «È la prima volta che due società ad alta velocità si fondono – ha proseguito – Eurostar sarà la spina dorsale del viaggio sostenibile e avremo la più grande rete internazionale ad alta velocità dell’Europa occidentale, nessun’altra ferrovia attraversa così tanti confini».

Cazenave ha poi rimarcato che uno dei problemi che hanno frenato la crescita di Eurostar sono stati i «colli di bottiglia» nelle stazioni principali, tra cui London St Pancras e Amsterdam, che facevano funzionare alcuni treni a meno del 50% della capacità. Poi ha minimizzato l’impatto della Brexit sulle sue operazioni e ha accolto con favore lo slittamento a dopo l’estate del nuovo sistema di ingressi/uscite dall’Ue, l’Ees.

Eurostar punta anche a collegare i suoi servizi alle ferrovie nazionali nei cinque paesi serviti, nonché agli aeroporti hub per i servizi aerei a lungo raggio. Sul fronte della sostenibilità il presidente del cda di Eurostar Group, Alain Krakovitch, ha aggiunto: «La sfida del cambiamento climatico e la crescente domanda europea di viaggi eco-responsabilie sostenibili rappresentano una grande opportunità per entrambe le società in termini di sviluppo a lungo termine».

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Fabrizio Condò
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