Ue, slitta a fine anno il controllo Ees alle frontiere

Ue, slitta a fine anno il controllo Ees alle frontiere
20 Gennaio 13:43 2023 Stampa questo articolo

Posticipato a fine 2023 il nuovo sistema di controlli post Brexit – l’Entry Exit System (Ees) – alle frontiere dell’Unione europea. Previsto inizialmente per il 2022, era stato posticipato a maggio 2023. Le barriere automatizzate dovranno essere installate a tutte le frontiere internazionali terrestri, marittime e aeree nello spazio Schengen.

Si tratta di un sistema di registrazione riservato a chi proviene dal Regno Unito e agli altri viaggiatori extracomunitari che non richiedono un visto per entrare nell’Ue. I passeggeri dovranno scansionare il passaporto e altri documenti di viaggio presso una postazione self service o su app mobili quando attraversano una frontiera esterna dell’Ue, poi le guardie di frontiera completeranno i controlli.

Non riguarderà i residenti legali e chi possiede visti per soggiorni di lunga durata. Il sistema registrerà il nome del viaggiatore, i dati biometrici, la data e il luogo di ingresso e di uscita. Le scansioni facciali e i dati delle impronte digitali saranno conservati per tre anni dopo ogni viaggio.

Introdotto per rafforzare la sicurezza delle frontiere e identificare i viaggiatori che trascorrono il tempo consentito nell’area Schengen – 90 giorni su un periodo di 180 – l’Ees sarà richiesto all’ingresso di tutti gli Stati membri, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.a eccezione di Cipro e Irlanda.

L‘Ees sarà collegato al sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi dell’Ue, l’Etias. In questo modo i cittadini extracomunitari che non hanno bisogno di un visto dell’Unione dovranno ottenere l’autorizzazione di viaggio per entrare. L’entrata in vigore dell’Etias è prevista a novembre, ma potrebbe non essere obbligatorio immediatamente. I viaggiatori potranno richiedere l’Etias online prima del viaggio al 💲 di 7 euro. Dopo l’approvazione, l’autorizzazione sarà collegata elettronicamente al passaporto.

Lo slittamento per l’attuazione dell’Ees preoccupa diversi Paesi dell’Ue, come riportato in un rapporto del Consiglio europeo pubblicato dall’organizzazione no-profit Statewatchs. Il timore è che non ci sia un tempo sufficiente per testare il sistema prima del suo lancio definitivo.

Nel Regno Unito, invece, c’è il timore che l’Ees possa dilatare i ritardi ai valichi di frontiera. Perplessità sui potenziali tempi di attesa anche da parte delle autorità francesi, che effettueranno controlli al porto di Dover, sull’Eurostar e all’Eurotunnel  già in territorio britannico. I due Paesi, però, stanno lavorando di concerto per ridurre al minimo l’impatto del sistema sui flussi e sul traffico. La Commissione europea sta comunque pensando di introdurre il sistema in modo graduale proprio per evitare il caos alle frontiere.

L’industria aeronautica, dal canto suo, ha accolto con favore il rinvio dell’introduzione dell’Ees. Aci Europe, A4E, Era e Iata appoggiano in pieno la sua attivazione e si impegnano a collaborare con l’Ue e le autorità nazionali, ma lo slittamento consentirà alle alle compagnie aeree, agli aeroporti, alle autorità dell’Ue e nazionali di assicurare che il sistema sia completamente testato

“Pertanto – si legge nella nota –invitiamo tutti i soggetti coinvolti a utilizzare al meglio il tempo extra ora disponibile per affrontare le questioni in sospeso e garantire che vengano impiegate risorse sufficienti per la sua introduzione”.  Ees, infatti, può rappresentare un punto di svolta per il modo in cui vengono gestite le frontiere dell’Ue, ma non si possono trascurare alcuni problemi che vanno risolti per garantire un funzionamento senza intoppi.

Problemi che vanno da una più ampia ed efficace attuazione dell’automazione ai valichi di frontiera da parte delle autorità nazionali, ai finanziamenti da parte degli Stati membri per garantire che un numero sufficiente di personale qualificato e risorse venga impiegato per gestire le frontiere esterne dell’Ue, in particolare negli aeroporti.

Inoltre, l’industria aeronautica sollecita una campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini di paesi terzi sui nuovi requisiti. Per questo dovrebbe essere fissata una nuova data di inizio per l’Ees, in modo tale da garantire il regolare svolgimento delle operazioni di aviazione e in particolare un trattamento tranquillo ai passeggeri negli aeroporti. Coniugare la fiducia dei viaggiatori con un’implementazione efficace dell’Ees è fondamentale per il settore dell’aviazione.

L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

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