Guerra e trasporto aereo:
prima frenata in Europa

Guerra e trasporto aereo:<br> prima frenata in Europa
10 Marzo 11:17 2022 Stampa questo articolo

Il traffico aereo europeo inizia a subire i primi contraccolpi dovuti all’invasione russa dell’Ucraina, mentre le prenotazioni sulle rotte intercontinentali restano sostanzialmente stabili. A subire le conseguenze di questo ennesimo stallo lungo la difficile strada della ripresa post Covid  sono soprattutto i voli intraeruopei, sostiene una recente indagine di ForwardKeys che ha confrontato le prenotazioni dei voli nella settimana successiva all’invasione, dal 24 febbraio al 2 marzo, con i sette giorni precedenti.

Escludendo Ucraina e Moldova, che hanno chiuso il loro spazio aereo, e Russia e Bielorussia, che sono state soggette a divieti di volo e avvisi di sicurezza, le destinazioni più colpite secondo la società internazionale di elaborazioni statistiche  sono state generalmente quelle più vicine al conflitto. Bulgaria, Croazia, Estonia, Georgia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia hanno registrato un calo delle prenotazioni del 30-50%. Tutti gli altri Paesi europei, ad eccezione di Belgio, Islanda e Serbia, che hanno registrato cali a una cifra, hanno registrato una diminuzione delle prenotazioni compreso tra il 10% e il 30%. Le prenotazioni di voli nazionali in Russia, come prevedibile, sono diminuite invece del 49%.

L’analisi per mercato di origine di ForwardKeys, inoltre, mostra come il traffico aereo intraeuropeo sia stato più colpito rispetto ai viaggi transatlantici con le prenotazioni di voli in Europa in calo del 23%; mentre sono scese del 13% le prenotazioni provenienti dagli Usa.

L’unico corridoio aereo europeo rimasto aperto verso la Russia passa attraverso la Serbia, che ora funge da gateway per gli spostamenti da e verso Mosca. Secondo ForwardKeys, infatti, la capacità programmata nella prima settimana di marzo mostra un aumento di circa il 50% dei posti disponibili per i voli dalla Russia alla Serbia, rispetto al 21 febbraio (prima dell’inizio delle operazioni militari).
Nella settimana immediatamente successiva all’invasione è stato emesso il 60% in più di biglietti aerei per i viaggi dalla Russia verso un’altra destinazione attraverso la Serbia rispetto a tutto gennaio. Il paese balcanico, infatti, è diventato un hub per i viaggi verso Cipro, Francia, Svizzera e Italia.

«L’invasione russa dell’Ucraina ha avuto un impatto immediato, bloccando quella che era stata una forte ripresa dei viaggi dall’inizio di gennaio. Quello che trovo sorprendente è che i viaggi transatlantici e le destinazioni dell’Europa occidentale sono stati colpiti meno gravemente di quanto fosse prevedibile –ha sottolineato Olivier Ponti, vp insight di ForwardKeys – i viaggiatori nordamericani sanno distinguere tra la guerra in Ucraina e la guerra in Europa e, finora, sembra che considerino il resto d’Europa come un relativamente sicuro. Tuttavia, questi sono i primi giorni di una crisi politica e economica globale; quindi, quello che succede ai viaggi sarà sicuramente influenzato dall’andamento della guerra e dall’impatto delle sanzioni. Nelle prossime settimane, mi aspetto che l’inflazione e i possibili problemi di approvvigionamento di carburante rallenteranno quella che altrimenti sarebbe una forte ripresa post-pandemia».

IATA TENTENNA SULLE PREVISIONI
Nel frattempo Iata ha rilevato il consuntivo del mese di gennaio del trasporto aereo mondiale sottolineando come la variante Omicron abbia frena la ripartenza del trasporto aereo internazionale. Ma l’associazione internazionale delle compagnie aeree non ha per ora tentato di prevedere l’impatto del conflitto tra Russia e Ucraina sul traffico passeggeri. “È troppo presto per stimare quali saranno le conseguenze di breve periodo per l’aviazione, ma è chiaro che ci sono rischi di perdita di traffico, in particolare in mercati con esposizione al conflitto”, sostiene Iata secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore.

Il rallentamento di gennaio, invece, è avvenuto sia per il mercato nazionale che per quello internazionale nello scorso gennaio rispetto a dicembre 2021, a causa dell’imposizione di restrizioni di viaggio a seguito dell’emergere di Omicron lo scorso novembre.

La domanda totale di viaggi aerei a gennaio 2022 (misurata in passeggeri-chilometro o Rpk) è aumentata dell’82,3% rispetto a gennaio 2021. Tuttavia, è diminuito del 4,9% rispetto al mese precedente (dicembre 2021) su base destagionalizzata. I viaggi aerei nazionali di gennaio sono aumentati del 41,5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, ma sono diminuiti del 7,2% rispetto a dicembre 2021 su base destagionalizzata. Il traffico internazionale mostra un aumento del 165,6% rispetto a gennaio 2021, ma sono diminuiti del 2,2% su base mensile tra dicembre 2021 e gennaio 2022 su base destagionalizzata.

«La ripresa dei viaggi aerei è continuata a gennaio, nonostante abbia colpito un dosso di velocità chiamato Omicron. Il rafforzamento dei controlli alle frontiere non ha fermato la diffusione della variante. Ma dove l’immunità della popolazione era forte, i sistemi sanitari pubblici non erano sopraffatti. Molti governi stanno ora adeguando le politiche Covid-19 per allinearle a quelle di altri virus endemici. Ciò include la revoca delle restrizioni di viaggio che hanno avuto un impatto così devastante sulle vite, sulle economie e sulla libertà di viaggiare», ha dichiarato Willie Walsh, direttore generale di Iata.

L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore. Specializzato in trasporto aereo, network di agenzie di viaggi, tecnologia, estero, economia e fiere internazionali.

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