Oltre 1.000 delegati tra cui circa 320 ceo e presidenti di holding e big player della filiera turistica mondiale provenienti da 65 Paesi. Bastano questi numeri del Global Summit, organizzato all’Auditorium Parco della Musica di Roma dal World Travel & Tourism Council (Wttc) sul tema “La grande bellezza del viaggio”, per affermare senza tema di smentita che questo evento diventerà un assist per l’Italia, come confermato dalla partecipazione anche della premier Giorgia Meloni.
A livello promozionale significa poter illustrare a centinaia di opinion leader e business maker del settore, le eccellenze del nostro Paese, mentre a livello economico può diventare una opportunità per attrarre investimenti, come ha ammesso esplicitamente il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, la quale – dopo aver definito il summit un evento dove si esalta la partnership tra pubblico e privato – ha aggiunto, come era giusto che fosse, una nota dal sapore squisitamente istituzionale: «Il turismo deve essere un ponte di pace e in questo particolare momento che sta vivendo il mondo è bene rilanciare il messaggio e lavorare insieme, pubblico e privato, affinché si consolidi questo settore economicamente trainante. Perché dove ci sono turisti non ci sono soldati, né eserciti».
Peccato che sia vero anche il contrario: oggi, purtroppo, ci sono sempre più Paesi e aree del mondo dove circolano mezzi militari e non si vedono più turisti. Ma l’evento del Wttc è conscio di queste difficoltà e, come ha sottolineato il neopresidente dell’organismo, Antonio Manfredi Lefevbre d’Ovidio, (Arsenale Spa, Chase Travel (Jpmc) – primo italiano a presiedere il prestigioso organismo – imprenditori e governi devono lavorare per la pace.

Riguardo poi al ruolo del nostro paese nel turismo mondiale ha sottolineato: «Mai come ora l’Italia è diventata una meta di punta del turismo internazionale e in generale ha dimostrato di essere in buona salute: basti considerare che quest’anno toccherà un valore complessivo intorno agli 11,7 trilioni di dollari, pari al 10,3% dell’economia mondiale, con un contributo al Pil del +6,7% sul 2024 e la creazione di circa 14 milioni di nuovi posti di lavoro. Altrettanto positivo il trend degli investimenti, vicini ai 1,2 trilioni di dollari con un +7,2% sull’anno precedente. Siamo consapevoli che in questo scenario economico e occupazionale, il nostro Paese può giocare la sua partita. Abbiamo due grandi appuntamenti sportivi, come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e l’America’s Cup a Napoli, dove si può sfruttare appieno l’enorme impatto mediatico che ne deriverà».
Anche Greg O’Hara, presidente uscente di Wttc, ha voluto evidenziare come questo Global Summit, con i dati aggiornati sugli investimenti nel turismo, consentirà di aumentare la credibilità del settore sia nel mondo e che in Italia: «Qui a Roma, sullo sfondo della straordinaria storia di crescita dell’Italia, ci viene ricordato il potere del nostro comparto di unire le persone, stimolare gli investimenti e creare opportunità su una scala che pochi altri possono eguagliare. Gli incontri e i confronti che avremo in questi giorni ci aiuteranno a tracciare il rotta di un settore che non solo sta battendo record, ma sta anche plasmando un futuro più sostenibile e resiliente per le generazioni a venire».
Sale dunque la curiosità intorno alla giornata di martedì, quando una sessione di lavori del Wttc rivelerà il volume di investimenti previsti nel turismo e nel mondo dei viaggi in generale nell’immediato futuro.
E che per il nostro Paese ci sia già un posto d’onore nel gotha di operatori e investitori esteri, lo ha confermato Gloria Guevara, ceo ad interim del Wttc: «Cifre alla mano, il 51% dei viaggiatori internazionali visita l’Europa e buona parte di questi transita e soggiorna anche in Italia, a riprova di un ruolo di primo piano che può vantare il vostro Paese. Attualmente l’Italia contribuisce con oltre 237 miliardi di euro all’economia e dimostra anche una vera leadership globale. Dopo aver ospitato lo storico incontro dei ministri del Turismo del G7 nel 2024, ora tocca al nostro summit e l’Italia sta definendo lo standard su come il turismo possa alimentare le economie, creare occupazione e ispirare la collaborazione globale».
Sulle nuove potenzialità del nostro incoming si è poi soffermata Ivana Jelinic, ceo di Enit Spa: «La vera opportunità che questo summit offre alla nostra industria turistica è la possibilità di far conoscere agli stakeholder internazionali e alla stampa estera non solo Roma, ma anche il resto del territorio italiano. Un’occasione che aiuterà a innescare quei processi di diversificazione dei flussi turistici alla scoperta di nuovi luoghi iconici della nostra penisola. Così si può generare sviluppo sui territori locali e decongestionare le nostre destinazioni più visitate. Da questo summit può partire anche un nuovo modo di viaggiare, scoprire nuovi luoghi».
Proprio sulla diversificazione dei flussi di turisti nel nostro Paese è tornata il ministro Santanchè, evidenziando che, a oggi, «il 75% dei nostri ospiti stranieri visita appena il 4% del territorio italiano; il che significa che dobbiamo tuti lavorare affinché vengano elaborate offerte per tante altre aree della penisola».
Infine, a conferma dell’ottimo stato di salute del turismo italiano, il Mitur ha diramato i primi dati del 2025 che certificano una crescita del +6,22% di turisti nell’estate appena conclusa rispetto al 2024. E l’Eurostat rileva anche che l’Italia ha superato la Spagna nella crescita dei pernottamenti sul periodo gennaio-luglio 2025, con un +2,2% sul 2024, a fronte del +1,6% iberico.
Come partner dell’evento, Enit ha creato il Villaggio Italia all’interno dell’Auditorium. Un hub progettato per incoraggiare il networking tra gli ospiti e le Regioni partecipanti: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto, insieme a Italcares.


