Oltre alle emergenze improvvise che periodicamente colpiscono il mondo dei viaggi, a Fiavet preoccupa l’era della “permacrisi”, ovvero la crisi permanente nella quale siamo entrati; e se Astoi ha proposto all’Ue un Fondo europeo per gestire le crisi senza lasciare soli gli operatori della filiera, il vice presidente di Fiavet Giuseppe Scanu, che a Rimini ha presieduto un convegno dedicato proprio al tema, è apparso possibilista: «Non conosciamo nel dettaglio l’istanza avanzata da Astoi, ma possiamo sicuramente parlarne e confrontarci anche a livello istituzionale nell’interesse di tutta la categoria».
Già, una categoria toccata da uno studio elaborato da Tourism Economics (società di Oxford Economics), che ha analizzato ben 85 importanti crisi del settore turistico registrate nell’arco di 25 anni per offrire a operatori e investitori metriche concrete di resilienza. Il report ha fotografato uno scenario in cui il turismo globale ha raggiunto il record storico di 1,52 miliardi di arrivi internazionali nel 2025, confermando una domanda strutturalmente solida nonostante il succedersi di shock pandemici, geopolitici e climatici. Tuttavia, la ricerca ha evidenziato come la cosiddetta “permacrisi” rappresenti ormai la nuova normalità operativa, in cui il mercato non torna a un punto di reset precedente, ma si assesta su equilibri completamente rinnovati.
L’allarmismo mediatico provoca fino al 30% di cancellazioni
Tra i dati più rilevanti emersi dall’analisi spicca l’impatto economico della percezione del rischio: la disinformazione e l’allarmismo mediatico si diffondono molto più rapidamente degli eventi reali, generando fino al 30% di cancellazioni ingiustificate da parte dei viaggiatori. Di fronte a questo fenomeno, la risposta della domanda non si traduce in una rinuncia complessiva alla vacanza, ma in un profondo riorientamento delle scelte. Lo studio registra infatti un incremento del 25% nelle richieste di viaggi organizzati e tutelati, confermando che la rete agenziale e il tour operating costituiscono la principale garanzia di affidabilità e sicurezza per il consumatore.
Nel corso del confronto c’è stata l’analisi dei trasporti e dell’intermodalità insieme a Massimo Formichella, head of trade – domestic & international markets Trenitalia, che ha rimarcato come la diversificazione dei mercati e la sinergia con il canale trade rappresentino la migliore polizza assicurativa per blindare la scelta del passeggero. Mentre sul fronte del trasporto aereo, il vice president Italy sales di Ita Airways, Tommaso Fumelli, ha illustrato come la flessibilità nella riallocazione delle rotte e la centralità del canale agenziale permettano di stabilizzare la domanda e di accompagnare i flussi turistici sia sull’inbound che sull’outbound.
L’approfondimento si è completato con il contributo dell’amministratore delegato di Aspevi Roma, agenzia speciale di Vittoria Assicurazioni, Mauro Colatei, che ha analizzato l’evoluzione dei prodotti di tutela e dell’assistenza in tempo reale – come dimostrato dalla complessa gestione dei rientri protetti durante le recenti crisi in Medio Oriente –, evidenziando come polizze trasparenti e strutturate siano ormai determinanti per contrastare il panico irrazionale e ripristinare la fiducia nel viaggio.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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