Il pareggio? Già nel 2025. Una “bacchettata” ai motori Pratt & Whitney e 15 aerei fermi, ma anche oltre 8 milioni di passeggeri trasportati da gennaio a giugno 2025, con segni + non scontati sui voli intercontinentali e sul load factor medio.
Parole e musica di Joerg Eberhart, ceo e direttore generale di Ita Airways, intervistato in esclusiva dal Corriere della Sera. Insomma, la “nuova” Ita targata Lufthansa va. Non manca qualche difetto da aggiustare il prima possibile, ma fa parte del percorso intrapreso a inizio anno.
È vero, ci sono le preoccupazioni legate a un utilizzo parziale della flotta, a causa dei problemi ai motori Pratt & Whitney, installati sugli A220, A320neo e A321neo. «Stimavamo 8 aerei fermi quest’anno e invece sono 15», nota Eberhart. Ita insomma utilizza 77 velivoli rispetto ai 100 in flotta. La soluzione, dice, non prima del 2027, spiega il ceo, che vede un 2026 ancora difficile sotto quest’aspetto.
Nei dati del primo semestre, però, non mancano elementi positivi. Per esempio gli “8,1 milioni di passeggeri trasportati, in linea con l’anno precedente, ma con un incremento del 15% sui voli intercontinentali”, e un load factor medio “dell’82%, rispetto al 79% del 2024. Inoltre, i ricavi totali ammontano a 1,5 miliardi, 100 milioni in più rispetto all’anno scorso.
Andiamo più a fondo. L’Ebit (Earnings before interest and taxes, cioè l’indicatore finanziario che rappresenta la redditività operativa di un’azienda) risulta «negativo per 46 milioni, ma in progresso di 40 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024. Il risultato netto viene definito migliore dell’anno precedente».
Ed eccoci al vero obiettivo dell’anno in corso e le premesse sono ottime: «La seconda metà dell’anno è migliore della prima, perché c’è il picco estivo, quindi puntiamo ad avvicinarci al pareggio. I prezzi bassi del carburante ci aiutano, abbiamo fatto un po’ di gestione dei costi anche internamente: l’effetto positivo rispetto al budget è dovuto grazie a queste due voci».
Tra luglio e agosto Ita ha trasportato circa 3 milioni di passeggeri, il 14% in meno rispetto a un anno fa, con un load factor dell’86% contro l’84% del 2024. I ricavi sono calati del 6%, inferiori rispetto ai passeggeri. E questo significa che il margine è stato migliore.
E il traffico? Eberhart replica così: «Molto bene il segmento domestico, il Canada, il Sud America, oltre a Giappone, Svizzera, Francia, Tunisia e Algeria. Risultati sostanzialmente in linea con l’anno scorso. Per gli Stati Uniti, quindi il dato è positivo e soddisfazioni arrivano anche da Bangkok».
Pesa invece lo stop su Tel Aviv: 50 milioni di euro di ricavi in meno tra maggio e ottobre 2025.
Ultimi due capitoli, non meno importanti.
Il primo riguarda il passaggio di Lufthansa al 90% e che Eberhart non ha affatto escluso, anzi. Quindi le frizioni con i sindacati, che sollecitano un piano industriale 2026-2030 più ambizioso di quello annunciato a luglio. Il ceo però torna al punto di partenza e ribatte: «Dobbiamo raggiungere il pareggio di bilancio: prima lo facciamo, prima possiamo decidere una crescita più aggressiva. Gli effetti delle sinergie con il gruppo Lufthansa e le sue alleate li inizieremo a vedere dal 2027».
ITA ENTRA IN ALIS
Intanto, Ita entra ufficialmente in Alis, l’associazione di riferimento a livello nazionale ed europeo per il mondo del trasporto, della logistica, dei servizi alle imprese e della mobilità sostenibile.
L’adesione è stata annunciata nel corso di una cerimonia ufficiale negli uffici della compagnia a Fiumicino, alla presenza del presidente di Ita, Sandro Pappalardo, e del presidente di Alis, Guido Grimaldi.
Alis consolida così il suo ruolo cardine di aggregatore per tutti gli attori che lavorano per una solida ed efficiente mobilità sostenibile, nonché per la catena logistica e i servizi alle imprese, rappresentando oggi oltre 2.400 soci, un fatturato aggregato pari a 150 miliardi di euro e 462.000 lavoratori.
«Vorrei complimentarmi davvero per lo straordinario impegno dei vertici di Ita, che hanno consentito al principale vettore aereo italiano di poter competere ai massimi livelli su scala internazionale e di rappresentare al meglio l’eccellenza italiana nel mondo – sottolinea Grimaldi – L’ingresso della compagnia aerea di riferimento italiana rappresenta un traguardo strategico per tutto il sistema industriale e rafforza la nostra visione di logistica integrata e competitiva, in cui tutte le modalità di trasporto collaborano per offrire soluzioni efficienti, sostenibili e innovative al servizio delle imprese e dei cittadini»
«Siamo particolarmente orgogliosi – osserva Pappalardo – Collaborare con un’associazione di riferimento come Alis, che riunisce sotto un’unica visione improntata alla sostenibilità i principali attori del trasporto, della logistica e dei servizi alle imprese, è fondamentale per rafforzare la competitività della nostra filiera e valorizzare il patrimonio turistico, culturale ed economico dell’Italia. La mobilità, in tutte le sue forme, è oggi più che mai una leva strategica per la crescita sostenibile, l’innovazione e l’internazionalizzazione del nostro settore.


