La guerra fredda Ryanair-Sardegna

La guerra fredda Ryanair-Sardegna
27 Febbraio 12:44 2026

Tre aerei a Cagliari – per un investimento di quasi 340 milioni di euro – 73 rotte e 4.5 milioni di passeggeri. Ryanair lancia il suo operativo per l’estate 2026 in Sardegna, che – precisa la low cost irlandese – “non vedrà una crescita significativa, nonostante una forte domanda”.

La litania è la stessa da anni: “Il traffico nell’isola resterà piatto rispetto all’estate 2025 dal momento che in Sardegna si continua a imporre la regressiva addizionale municipale, una tassa che penalizza i passeggeri, danneggia il turismo locale e l’occupazione e limita la connettività a tariffe basse verso destinazioni italiane ed europee per i cittadini sardi”. Resta il supporto a oltre 3.500 posti di lavoro.

Poi Ryanair torna a martellare sul tema addizionale: «Altre regioni italiane – Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e, più di recente, Emilia Romagna – hanno abolito questa tassa anti-crescita e, in risposta, Ryanair sta registrando un’impennata a doppia cifra del traffico, con nuovi aerei e aumento della connettività, del turismo e dell’occupazione”.

Fabrizio Francioni, head of communications Italy Ryanair, rivolge quindi un appello alla Regione Sardegna, affinché “segua l’esempio di queste regioni. L’eliminazione di questa tassa regressive permetterebbe a Ryanair di realizzare il suo ambizioso piano di crescita per la Sardegna, che include 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno (crescita del 40%), 4 nuovi aerei (investimento da 400 milioni di dollari), una nuova base nel Nord Sardegna creando oltre 900 posti di lavoro, e nuove rotte per mercati chiave come Germania, Francia, Regno Unito e i Paesi nordici”.

EFFETTO EMILIA ROMAGNA

La riprova, ribadisce Ryanair, arriva dall’Emilia Romagna, dove è scattato l’incentivo della rimozione dell’addizionale municipale negli scali minori, decisa dalla Regione: nove nuove  rotte dagli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini per la prossima stagione estiva.

Complessivamente, la regione ospiterà un network della low cost di 20 rotte: tre da Forlì – di cui due nuovi voli per Londra Stansted e Cagliari cinque da Parma – di cui tre per Tirana, Reggio Calabria e Stansted – e 12 da Rimini – di cui quattro nuove rotte per Breslavia, Manchester, Colonia e Catania. Questa significativa espansione equivarrà ad una crescita annua dei posti del +50% rispetto al passato.

A commento di questa nuova offensiva operativa sull’Italia, il ceo di Ryanair, Eddie Wilson, ha dichiarato: «Si tratta di un operativo da record  per l’estate 2026 a Forlì, Parma e Rimini. Con 20 rotte, incluse 9 nuove destinazioni, supporterà oltre 370 posti di lavoro locali e prevederà almeno 250.000 posti aggiuntivi e un minimo di oltre 660.000 passeggeri all’anno (+50%), incrementando la connettività e il turismo in entrata tutto l’anno a Forlì, Parma, Rimini e nell’intera regione».

Legittima la soddisfazione da parte del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale: «L’annuncio delle nuove tratte di Ryanair negli scali di Rimini, Forlì e Parma rappresenta un primo risultato importante e concreto della strategia regionale complessiva sugli aeroporti, che prevede la valorizzazione anche degli scali minori come leva di crescita sostenibile per l’intero sistema regionale».

«In questo percorso – sottolinea – è stata decisiva la scelta di abolire la council tax per gli aeroporti con meno di 700mila passeggeri l’anno, creando le condizioni di maggiore competitività per attrarre nuove rotte, turismo e occupazione. L’interlocuzione positiva con Ryanair conferma che il percorso avviato produce risultati tangibili. L’avvio del piano regionale sugli aeroporti è stato anche il frutto di una collaborazione istituzionale costruttiva con governo, ministero competente ed Enac».

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