Come cambia l’honeymooner: osservatorio CartOrange

Come cambia l’honeymooner: osservatorio CartOrange
05 Giugno 07:00 2026

La luna di miele resta uno dei segmenti a maggiore valore per il turismo organizzato, ma cambia profondamente forma. A dirlo è la III edizione dell’osservatorio viaggi di nozze di CartOrange, realizzata su un campione di 1.133 viaggi di nozze effettuati nel 2025, che restituisce l’immagine di un mercato solido, ma sempre più frammentato per età, budget, durata, formule e aspettative.

Il dato più evidente riguarda il peso della variabile generazionale. I Millennial restano il cuore del mercato honeymoon, rappresentando il 71% degli sposi in viaggio di nozze, ma cresce la presenza della Gen Z, che sale al 14%, rispetto all’8% del 2024. Seguono la Gen X con il 12% e i Baby Boomer con il 3%.

LE SCELTE GENERAZIONALI

Secondo CartOrange, non esiste più un unico modello di luna di miele. I Millennial continuano a privilegiare itinerari strutturati, spesso organizzati in forma di tour e concentrati soprattutto nei mesi estivi. La Gen Z mostra invece un approccio più flessibile, attento al budget ma orientato a viaggi lunghi, combinazioni di destinazioni, momenti di scoperta e soggiorni di relax. La Gen X si colloca in una posizione più equilibrata, mentre i Baby Boomer, pur rappresentando una nicchia, registrano la spesa media più elevata e prediligono soluzioni orientate al comfort, con partenze in periodi meno affollati.

Anche la spesa conferma differenze significative. I Baby Boomer investono in media 6.775 euro a persona, seguiti dalla Gen X con 5.751 euro. I Millennial si attestano a 5.005 euro, mentre la Gen Z registra una spesa media di 4.608 euro. Sul fronte della durata, Millennial e Gen Z arrivano in media a 15 notti, contro le 13 di Gen X e Baby Boomer. Il quadro complessivo indica un mercato in cui le generazioni più mature puntano maggiormente su comfort e qualità dei servizi, mentre i più giovani cercano esperienze ricche e personalizzate, ma con maggiore attenzione al budget.

CAMBIANO GLI SPOSI. E I TEMPI.

Nel 2025, l’età media degli sposi è stata di 37 anni e la durata media del viaggio si è confermata intorno ai 15 giorni. Il budget medio si è attestato a 5.090 euro a persona e i primi dati relativi al 2026 indicano un budget di fatto invariato a 5.023 euro.

Si modifica anche il comportamento di prenotazione. Nel 2025, le coppie prenotavano mediamente con 178 giorni di anticipo, mentre per il 2026 le prime indicazioni parlano di una possibile riduzione a 157 giorni. Una tendenza ancora da consolidare, ma che potrebbe riflettere un approccio più prudente, anche in relazione al contesto internazionale e all’incertezza generata dalla crisi mediorientale, anche se la guerra non ha fermato le partenze.

LE FORMULE

Sul piano delle formule, il tour resta dominante: viene scelto dal 54% delle coppie. Il 31% opta per una combinazione tour più soggiorno, mentre il 15% preferisce il solo soggiorno. Nel complesso, il 46% dei viaggi include una componente mare, che resta quindi importante, ma non esclusiva.

Per quanto riguarda la stagionalità, settembre è stato il mese preferito per partire, seguito da giugno, agosto e luglio. Restano rilevanti anche ottobre e i mesi primaverili, segno di una domanda meno concentrata rispetto al passato e più attenta a clima, costi, affollamento e qualità dell’esperienza.

Il lungo raggio continua a dominare le scelte degli sposi. L’Asia si conferma l’area più richiesta, con il 43% delle preferenze, seguita da Africa al 18% e Nord America al 14%. Tra le singole destinazioni, il Giappone rafforza la propria leadership e raggiunge il 27%, davanti a Stati Uniti al 12%, Indonesia al 6% e Sudafrica al 5%. Tra le mete da monitorare nel 2026 emerge anche l’Argentina, sempre più interessante per le coppie alla ricerca di viaggi esperienziali.

NON PIÙ SOLI

Accanto al viaggio tradizionale, crescono anche nuove configurazioni. Nel 10% dei casi, gli sposi partono con i figli, mentre il 5% dei viaggi rientra nella formula del buddymoon, con amici o familiari al seguito. In aumento anche la lista nozze in agenzia, scelta dal 20% degli sposi, contro il 15% dell’anno precedente: più che incidere sull’importo complessivo, si conferma uno strumento utile per gestire il budget e coinvolgere gli invitati.

«Oggi la luna di miele rappresenta un segmento evoluto, complesso e sempre meno leggibile attraverso modelli uniformi», ha commentato Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange. «Le differenze generazionali incidono in modo concreto su tempi, budget, durata, formule e destinazioni, contribuendo a ridefinire il significato stesso del viaggio di nozze».

Foto dall’ufficio stampa CartOrange
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