L’India introduce le carte d’imbarco digitali

L’India introduce le carte d’imbarco digitali
25 Agosto 12:01 2026

L’India continua il percorso verso la semplificazione e digitalizzazione delle procedure di viaggi internazionali: a partire dal prossimo 1° settembre sarà permesso ai viaggiatori in partenza dal Paese presentare una carta d’imbarco elettronica all’immigrazione. Le carte d’imbarco cartacee saranno comunque accettate, ma non verranno più timbrate.

Fino ad ora, gli agenti dell’immigrazione timbravano le carte d’imbarco dei passeggeri dopo aver completato i controlli di immigrazione in partenza, una procedura che rallentava i flussi in uscita. La rimozione di questa fase di convalida fisica ha quindi lo scopo di rendere più agevole l’autorizzazione all’immigrazione e prevenire problemi causati da timbri mal posizionati o difficili da leggere.

I viaggiatori iscritti al programma indiano Fast Track Immigration – Trusted Traveller (Fti-Ttp) saranno anche in grado di utilizzare le loro carte d’imbarco elettroniche quando attraversano i cancelli di immigrazione automatizzati.

Le procedure per entrare nel Paese

La nuova procedura per i passeggeri in partenza comunque non cambia i requisiti di ingresso in India.

I viaggiatori stranieri devono comunque essere in possesso di un visto valido o di un visto elettronico, a meno che non si applichi un’esenzione specifica. I viaggiatori di 85 Paesi, tra cui l’Italia hanno diritto al visto elettronico indiano, per turismo e affari.

Dal 1° ottobre 2025, ai viaggiatori stranieri è stato anche richiesto di completare una carta di arrivo elettronica prima di entrare in India. Il modulo digitale ha sostituito la precedente carta di arrivo cartacea e può essere inviato online entro 72 ore prima dell’arrivo tramite il portale ufficiale Indian Visa Online, il sito web del Bureau of Immigration o l’app Indian Visa Su-Swagatam, disponibile su iOS e Android.

L’India ha anche riattivato l’Air Suvidha il 25 giugno 2026, una dichiarazione sanitaria online obbligatoria per i passeggeri internazionali che arrivano nel Paese. Il sistema è progettato per rafforzare la sorveglianza sanitaria nei punti di ingresso durante l’epidemia di Ebola/Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda.

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