Lufthansa vede rosso. Conti peggiorati per il Gruppo tedesco, che nell’ultima trimestrale ha fatto segnare un utile operativo di 383 milioni di euro (-56%), inferiore ai 401 milioni previsti a inizio anno dagli analisti e più che dimezzati rispetto agli 870 milioni di euro di giugno 2025.
Effetto carburante
Sulla redditività ha inciso pesantemente l’aumento dei costi del carburante, legati al conflitto in Medio Oriente, saliti di 750 milioni di euro rispetto al 2025. Il fatturato si è attestato a 11,1 miliardi di euro (+8%), ma ciò che preoccupa i vertici Lh è il clima di costante incertezza che sta influenzando anche l’andamento operativo della stagione estiva.
Non a caso Lufthansa, che inizialmente prevedeva di battere il risultato 2025 (1,96 miliardi) prevede ora un Ebit rettificato tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro per tutto il 2026.
In parallelo con la diffusione dei conti, inevitabile il tonfo in Borsa a Francoforte, dove le azioni sono scese fino al -11%, in una vera e propria ondata di vendite che ha scosso gli stessi vertici del Gruppo.
Ad appesantire il clima anche i forti ritardi nelle consegne dei nuovi aeromobili, snodo fondamentale nel programma di rinnovo della flotta: il Gruppo tedesco ora prevede di ricevere 41 aeromobili entro la fine di quest’anno, quattro in meno rispetto al previsto. Nel secondo trimestre, inoltre, il vettore ha ricevuto soltanto sei degli 11 aerei attesi.
Il secondo trimestre è stato “impegnativo, segnato ancora una volta da molteplici crisi geopolitiche e incertezze – ha ammesso Carsten Spohr presidente e amministratore delegato di Lufthansa – Nonostante l’ulteriore miglioramento del fattore di carico e un aumento significativo del rendimento, non siamo stati in grado di compensare completamente il considerevole aumento dei costi del carburante».
Ma Ita fila verso il 90%
Ma c’è un tempo per riflettere e uno per sorridere. A margine di questi deludenti risultati, infatti, c’è la conferma che l’operazione su Ita Airways, ovvero l’acquisizione del 90% del vettore, procede spedita, come ha tenuto a precisare lo stesso Spohr.
«Nel giugno scorso – ha ricordato – abbiamo esercitato l’opzione per acquisire la quota di maggioranza nella compagnia aerea italiana con un investimento che prevede l’aumento dal 41 al 90%. In soli diciotto mesi abbiamo portato a termine quella che è la più rapida integrazione nella storia del nostro vettore. Negli ultimi dodici mesi, tra l’altro, il numero di passeggeri in codeshare è aumentato del 700%, toccando la quota di quasi 1.500 passeggeri al giorno e in tre mesi Miles&More ha aggiunto 300.000 nuovi iscritti.. Raddoppiato il numero dei nostri clienti con status in Italia».
«A seguito del completamento dell’operazione all’inizio del 2027 – sottolinea ancora Spohr – Ita sarà pienamente integrata nel gruppo Lufthansa anche a livello organizzativo e finanziario. Insieme intendiamo andare verso un futuro di successo come gruppo aereo integrato con i nostri quattro segmenti di business principali: compagnie aeree di rete, compagnie aeree point-to-point, logistica e manutenzione, riparazione e revisione.
Sempre riguardo a Ita, resta confermato l’obiettivo di realizzare sinergie annuali per 450 milioni di euro entro il 2028.
Ancora a proposito di Ita, Spohr ha completato gli aggiornamenti con un focus sui recenti risultati finanziari e operativi: nel secondo trimestre la compagnia italiana ha registrato un rosso di circa 29 milioni di euro, che porta il consuntivo semestrale a -140 milioni di euro. Un passivo dovuto principalmente agli effetti valutari negativi (-78 milioni di euro) derivanti dalle operazioni di leasing.
Sempre nel secondo trimestre dell’anno in corso, l’Ebit (reddito operativo) di Ita è stato positivo per 37 milioni di euro. Risultano comunque in difficoltà tutte le compagnie del Gruppo (Lufthansa, Swiss, Brussels Airlines, Austrian), nonostante un miglioramento del tasso di riempimento che ha riguardato tutti i segmenti di traffico: la domanda aerea resta molto forte sia nel corto che nel lungo raggio.
Una cosa però è certa: il cattivo andamento dell’ultimo trimestre ha compromesso le rosee prospettive di chiudere l’esercizio 2026 con risultati superiori a quelli del 2025. Ora, quindi, l’obiettivo prioritario è il contenimento dei danni provocati dalle crisi geopolitiche e dall’imprevedibile andamento del prezzo del petrolio.
Obiettivo Tap
E dopo l’acquisizione di Ita, Lufthansa potrebbe presto aggiungere Tap alla sua squadra. La compagnia di bandiera portoghese – nota Spohr – «beneficerebbe delle solide prospettive di crescita del Gruppo e della nostra comprovata capacità di realizzare sinergie tra le sue società».
Insieme ad Air France-Klm, Lufthansa ha presentato un’offerta vincolante per una quota di minoranza il 29 luglio, ultimo giorno utile. Per il governo portoghese è necessario che Tap entri in un gruppo più grande per acquisire dimensioni maggiori e garantirsi un futuro a lungo termine.
Se l’affare andasse in porto, il Gruppo tedesco rafforzerebbe significativamente la sua posizione in America Latina, diventando leader di mercato in Europa e verso il Sud Atlantico.
C’è un altro fattore che gioca a favore dell’acquisizione di Tap, come osserva Spohr: già oggi Lisbona è la porta d’accesso di Star Alliance all’America Latina. Ecco perché Lufthansa mette sul piatto anche la joint venture Atlantic Plus con United.
«La nostra proposta al governo portoghese – conclude il ceo – comprende moduli specificamente concordati e progettati con United Airlines. Un’occasione in più per crescere e passare da un gruppo di compagnie a un gruppo aereo unico».
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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