Missione italo-saudita: il racconto di Pagliara&Co.

Missione italo-saudita: il racconto di Pagliara&Co.
11 Novembre 13:11 2025

Missione compiuta. Il pool di imprenditori in missione a Riyadh, al seguito del ministro del Turismo Daniela Santanchè, per la 26ª edizione dell’Assemblea Generale dello Un Tourism, torna a casa con nuove prospettive di investimento in Arabia Saudita. E viceversa. Evento clou, nell’ambito del summit, una tavola rotonda italo-saudita organizzata intorno alla piatta Tourise, sdoganata dal Regno per costruire insieme ai vari partner una roadmap per il travel dei prossimi 50 anni.

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«Esportiamo insieme il modello Italia, evidenziando l’importanza del partenariato pubblico-privato, all’interno di una dimensione che riunisce i principali leader e innovatori del settore a livello internazionale. Vogliamo, così, consolidare la partnership turistica tra Italia e Arabia Saudita, favorendo e attraendo investimenti essenziali per il benessere, la crescita e lo sviluppo dell’industria. Un’occasione per le nostre imprese per sviluppare nuove sinergie, attrarre investimenti e crescere in una dimensione internazionale», ha commentato Santanchè.

Ma lasciamo ora la parola ai rappresentanti delle aziende italiane in missione a Riyadh.

Tra gli imprenditori più dinamici e rappresentativi del nostro Paese, Giuseppe Pagliara, amministratore delegato del Gruppo Nicolaus-Valtur, che ha commentato l’operazione con queste parole: «È da tempo che il nostro Gruppo guarda con interesse all’Arabia Saudita. Siamo attivi nel turismo integrato e nell’ospitalità e riconosciamo nel dialogo internazionale una leva strategica per la crescita del comparto e per la valorizzazione del modello italiano di accoglienza, fondato su qualità, innovazione e sostenibilità. Valtur e Nicolaus rappresentano un esempio di italian style e wellbeing esperienziale che può generare sinergie significative con la visione di sviluppo turistico saudita, aprendo nuove prospettive di collaborazione e investimento reciproco».

A margine Pagliara ha spiegato a L’Agenzia di Viaggi Magazine: «A Riyadh i sauditi hanno invitato il mondo. E lo hanno fatto, sì allo scopo di “riempire” i loro resort di clienti italiani, ma pure per cercare nuovi format: non solo luxury, ma anche upper upscale e medium scale, per soddisfare la grande richiesta di turismo interno. I sauditi – ha sottolineato – amano il made in Italy e per questo l’Italia è per loro uno dei partner principali e strategici. Abbiamo proposto i nostri format, le nostre eccellenze in ambito food and beverage, lifestyle e tutte quelle proposte legate al tema della sostenibilità dell’esperienza».

«Uno degli obiettivi, che noi stessi gli abbiamo suggerito di perseguire – ha proseguito Pagliara – è portare avanti la propria identità. Il fattore identitario è cruciale e si esprime nelle experience mapagliara-riad uff st anche nella scelta di arredi, materiali, marmi, mobili, lampadari, mosaici. In tal senso l’Italia per loro rappresenta un modello importante. Un esempio pratico? La gran parte di palazzi, chiese, strade, piazze sono stati affidati ad architetti italiani, imbattibili per la creatività e per la capacità di dare valore autentico alle cose. Per i sauditi, l’Assemblea di Riyadh, è stato un momento di confronto importante; ma lo è stato altrettanto per noi, che a volte neanche ci rendiamo conto di chi siamo e di cosa siamo capaci di rappresentare nel mondo».

Il Gruppo di Ostuni ha rivestito anche a Riyadh in una doppia veste. Da un lato come operatore outgoing, intenzionato a promuovere i suoi brand alberghieri nelle «principali destinazioni saudite, in particolare sul Red Sea, già presidiato dai più importanti brand mondiali dell’hospitality di lusso»; dall’altro come operatore incoming. Su quest’ultimo aspetto si sofferma Pagliara: «Abbiamo avuto la chance di promuovere in Arabia Saudita l’ospitalità italiana, in particolare quella pugliese. Grande soddisfazione è derivata dall’accorgerci che il brand Puglia è già ben radicato in terra saudita come destinazione di eccellenza, da prendere come esempio. Essere affiancati al location come Amalfi Coast e la Toscana, è la conferma del buon lavoro svolto in questi 30 anni come operatori privati e pubblici».

Nella delegazione anche Paolo Barletta, ceo Arsenale Group, attivo nel Regno con Dream of the Desert, il primo treno ultra-lusso made in Italy in Arabia Saudita, che percorre 1.300 km di linea ferroviaria da mondo fino a Al Jouf. «Confermiamo l’impegno concreto delle imprese italiane nel promuovere un modello d’eccellenza basato su artigianalità, design e ospitalità d’élite. In collaborazione con Saudi Arabia Railways e le istituzioni saudite, questo partnership pubblico-privato da oltre 200 milioni di riyal segna un tassello fondamentale per valorizzare la cultura, i territori e l’innovazione italiana all’interno di una visione strategica per la crescita del comparto turistico», ha sottolineato.

Creare «grade valore» attraverso «l’interscambio tra le industrie dell’ospitalità saudita e italiana», è il senso di questo evento per Marcello Mangia, ceo di Mangia’s Hotels and Resort. Da parte sua una dichiarazione d’intenti: «Intraprendere un percorso di collaborazione per investimenti in entrambi i Paesi, condividendo il know how Italiano e raccogliendo sfide destinate a cambiare il panorama mondiale del turismo».

Presente anche Msc Crociere con la vice president government affairs del Gruppo, che ha rimarcato quanto «grande sia il potenziale di cooperazione nello sviluppo di destinazioni attraenti e sostenibili. Il nostro obiettivo è contribuire a un modello di turismo che unisca innovazione, creazione di valore locale e responsabilità ambientale, in linea con la nostra visione di lungo periodo».

In prima fila anche il Gruppo Fs, con il suo presidente Tommaso Tanzilli, che ha ricordato come Ferrovie dello Stato Italiane sia «presente in Arabia Saudita sin dal 2019, impegnandosi in alcuni dei progetti più significativi nella crescita infrastrutturale del Paese. Oggi operiamo 4 linee del progetto della metropolitana di Riyadh, la più lunga al mondo senza conducente: è un progetto di cui andare fieri come italiani nel mondo, conferma dell’eccellenza che ci viene riconosciuta a livello internazionale».

Nella delegazione anche Veronica Berti, proprietaria di Alpemare, secondo cui «l’Arabia Saudita si distingue per la capacità di trasformare le proprie risorse in progetti straordinari: AlUla ne è esempio eclatante e buona pratica per un’accoglienza rispettosa, creativa e lungimirante». E ancora Carlo Goretti, direttore generale di Acqua e Terme di Fiuggi, secondo cui il Regno, «con la sua ambiziosa visione sui grandi progetti di hôtellerie e ristorazione di lusso, nonché di wellness tourism, rappresenta un interlocutore chiave con cui dialogare per esportare la nostra eccellenza e sviluppare sinergie future».

Alla missione hanno partecipato anche fornitori-chiave della travel industry, come Eurobuilding Spa con l’amministratore delegato Umberto Antonelli; Sicis con il presidente Maurizio Leo Placuzzi; Technogym con il fondatore e ceo Nerio Alessandri; oltre a Guido Damiani, presidente del Gruppo Damiani, e Brenda Bellei, ceo di M.Seventy-White-The Circle Platform.

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