Ora ha anche l’Italia ha il suo Cammino di Santiago

Ora ha anche l’Italia ha il suo Cammino di Santiago
31 Luglio 13:42 2026

Unire l’Italia attraverso i passi, la spiritualità e la bellezza diffusa dei suoi territori. È questo il “Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce” presentato a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Si tratta di una svolta fondamentale per la fruizione dell’eredità francescana: il progetto rappresenta infatti la sintesi unitaria dei numerosi cammini e itinerari nati nel tempo sul passaggio del Santo, ripercorrendo la storia dell’Ordine Francescano per offrire una visione organica e condivisa di questo immenso patrimonio. Nata tra i grandi progetti del Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, l’iniziativa vanta un’estensione complessiva di 1.546 chilometri tra direttrici principali, bretelle e varianti che attraversano Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Tutte le tratte, interamente percorribili a piedi, sono state individuate sulla base di una rigorosa validazione storico-critica condotta dal Comitato Nazionale e condividono un’unica, suggestiva, meta finale: Assisi.

La narrazione del percorso trova uno strumento chiave d’accesso nella piattaforma Italia.it, consolidando il posizionamento dell’itinerario come prodotto turistico di rilievo globale.  Nel portale turistico il Cammino è già consultabile tramite app e mappe digitali.

A dare voce al lancio promozionale mondiale è la voce del maestro Andrea Bocelli nello spot istituzionale del ministero del Turismo. L’impegno del governo guarda a una valorizzazione integrata dell’offerta: «Con la nascita del Cammino di Francesco l’Italia si arricchisce di un grande itinerario spirituale», ha dichiarato il ministro del turismo, Gianmarco Mazzi, evidenziando il valore economico e sociale del comparto. «Nel 2025 il turismo lento ha coinvolto 300mila persone, ha generato 2,5 milioni di pernottamenti, 216 milioni di euro di spesa diretta e un impatto economico di 336 milioni. Ma il dato più interessante è che a livello mondiale il turismo spirituale vale 150 miliardi di euro e rappresenta il 15% del mercato turistico globale. Lo spazio di crescita è quindi enorme – ha aggiunto – Questa forma di turismo appartiene al tipo su cui dovremo investire sempre di più, perché porta le persone nei borghi e nelle aree interne, destagionalizza e genera lavoro. A questo scopo il 16 ottobre lanceremo da Rimini anche il cammino di Giovanni Paolo II assieme alla Polonia, e in primavera riprenderemo la narrazione dei Cammini con nuove iniziative».

Oltre al valore istituzionale, il percorso rappresenta prima un’esperienza interiore e di contatto profondo con i territori come ha fatto notare Padre Francesco Piloni, guardiano di San Damiano e componente del Comitato d’indirizzo dell’Associazione Vie e Cammini di Francesco: «Il Cammino di Francesco non è un semplice itinerario geografico, ma un’esperienza di profonda trasformazione interiore che, passo dopo passo, lavora dentro le persone e ne cambia lo sguardo, svelando un orizzonte inaspettato». Un’esperienza che si articola in tre grandi «doni» per chi si mette in strada: «è una ricerca che ti mette nella condizione di ascoltarti e ascoltare, creando uno spazio intimo per fare silenzio ed entrare in un’essenzialità che alleggerisce l’anima, vi è poi l’immersione nella meraviglia di luoghi di una pregnanza unica e infine ci viene regalato un incontro autentico con il patrimonio di arte, storia e relazioni custodito dalle comunità e dai borghi: poter dare contenuto e significato a tutto questo è stato meraviglioso».

A fare da cornice ai lavori presentati in conferenza ci sono i dati emersi dal dossier dell’ufficio statistica del ministero del Turismo, elaborati su rilevazioni The Data Appeal Company e studi di settore. Le analisi confermano che le tappe francescane stanno agendo da traino per l’economia dei piccoli borghi e delle aree interne (con crescite rilevanti della saturazione delle strutture estive in centri come Spello, Valfabbrica, Villa Verucchio, Citerna e Poggio Bustone). La domanda attuale vede una forte prevalenza del turismo nazionale (84%), guidato da camminatori provenienti soprattutto da Lazio e Umbria, seguiti da Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Toscana. Il profilo del viaggiatore mostra una predilezione per l’esperienza condivisa in coppia (48%) o in famiglia (27%), con una permanenza media di oltre sette giorni e un impatto economico diretto sul territorio, evidenziato dal fatto che l’81% dei visitatori sceglie di cenare nei ristoranti locali al termine delle tappe.

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Letizia Strambi
Letizia Strambi

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