Avvio di stagione più che positivo per gli investimenti pubblicitari, che secondo il monitoraggio della Nielsen nel primo bimestre hanno fatto segnare una raccolta di 1,4 miliardi di euro, pari a un +3,1% rispetto allo stesso bimestre 2025. Un rilevamento comprensivo sia delle concessionarie tradizionali, sia della parte search e social (Google e Meta), che è solo stimata in quanto non ci sono dati certi.
A fare la parte de leone tra i mezzi prescelti per gli investimenti è la tv con 617 milioni di euro, grazie soprattutto all’exploit dei grandi eventi sportivi e legati allo spettacolo, come le Olimpiadi e Paraolimpiadi invernali, il tennis e il Festival di Sanremo.
Continua invece la regressione di quotidiani e periodici, che accusano un calo di investimenti dell’1,2% (48 milioni di euro) e anche la radio appare in sofferenza con un decremento dell’1,5% (raccolta a 60 milioni).
Riguardo alla ripartizione degli investimenti per settori merceologici, primeggiano industria, automobili ed edilizia, mentre in affanno appaiono benessere e distribuzione in genere. Il calo più vistoso e clamoroso è quello registrato dal settore delle telecomunicazioni con un -19%.
Riguardo al turismo, la sua incidenza rimane debole e si attendono le campagne pubblicitarie legate alla stagione estiva.
In generale, comunque, Nielsen conferma che, mai come in questo periodo storico, l’investimento pubblicitario sarà fortemente condizionato da variabili esterne come l’instabilità geopolitica e altre congiunture economiche. Di certo, poi, alcuni eventi hanno già provocato un inevitabile arretramento nei volumi di spesa degli investitori, come la mancata qualificazione ai Mondiali di calcio negli Usa, che inciderà non poco nel consuntivo annuale.


