Questione ritenute: Fiavet in audizione al Senato

Questione ritenute: Fiavet in audizione al Senato
15 Aprile 15:19 2026

No alla ritenuta sulle provvigioni per alleviare la sofferenza finanziaria che stanno già subendo, anche per altre ragioni, le agenzie di viaggi. È la richiesta impellente presentata da Fiavet Confcommercio nel corso della sua audizione alla Commissione Finanze al Senato, per rappresentare le criticità e le istanze della filiera del turismo organizzato di fronte alla grave crisi scoppiata con il conflitto nel Golfo arabo e la conseguente impennata dei prezzi petroliferi e ridotta connettività aerea.

Nello specifico sono stati esaminati i disegni di legge n. 1845, 1852 e 1865 in materia fiscale e di prezzi petroliferi e proprio in tali contesti Fiavet ha sottolineato l’estrema fragilità del comparto, esposto alla crisi geopolitiche nel Golfo e a nuovi oneri amministrativi.

Sono state esposte soprattutto le criticità operative derivanti dal conflitto nel Golfo, area che rappresenta lo snodo per circa il 60% dei flussi turistici dall’Italia verso Asia e Australia. La chiusura degli spazi aerei e l’aumento dei tempi di percorrenza hanno portato a un raddoppio del prezzo del jet fuel, costringendo alla cancellazione di numerose rotte e facendo impennare i costi dei biglietti. Per le agenzie di viaggi questa situazione si traduce in un gravoso lavoro di riprotezione, modifiche operative e assistenza continua ai clienti, con pesanti ricadute finanziarie e organizzative per le imprese.

Inoltre, la federazione esprime forte preoccupazione per i bollettini di criticità già diramati su alcuni aeroporti italiani relativi alla possibile scarsa disponibilità di carburante nei prossimi mesi. Sul fronte economico Fiavet Confcommercio ha dunque ribadito con forza la richiesta di stralciare definitivamente l’obbligo della ritenuta d’acconto sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggi, introdotto dalla legge di bilancio 2026. Sebbene il decreto legge n. 38 del 2026 ne abbia differito l’entrata in vigore al 1° maggio, la federazione ritiene che tale misura sia profondamente penalizzante per le imprese italiane come ribadito proprio in questi giorni da Dotta Viaggi, con una missiva indirizzata al governo.

In buona sostanza Fiavet sostiene che l’applicazione di questa ritenuta determini un’insensata compressione della liquidità per le agenzie, già provate dalla volatilità operativa. Inoltre, la ritenuta genera un aggravio di adempimenti fiscali e contabili del tutto sproporzionato rispetto ai benefici attesi per l’Erario, operando spesso su micro-importi e rapporti occasionali.

Inoltre, Fiavet ha evidenziato come la norma non generi nuove entrate per lo Stato, ma solo un’anticipazione di imposte comunque dovute, creando al contempo uno svantaggio competitivo per le agenzie con residenza fiscale in Italia rispetto ai competitor stranieri.

Per questo ha chiesto di potenziare e prolungare le misure volte a contenere i costi e gli oneri di sistema finché perdureranno gli effetti dei conflitti in corso e, se possibile, confermare a tempo indeterminato l’esclusione delle agenzie di viaggi dall’applicazione della ritenuta d’acconto sulle provvigioni, ripristinando le disposizioni in vigore al 31 dicembre 2025.

Per Fiavet è fondamentale che il governo riconosca il valore strategico delle agenzie non solo come imprese, ma come presidio di sicurezza, assistenza e consulenza per i viaggiatori in tempi di crisi e strumento di costante qualificazione dell’offerta turistica. Lasciare che la burocrazia fiscale si sommi all’emergenza internazionale significherebbe condannare migliaia di operatori professionali a una crisi senza via d’uscita, impoverendo il tessuto produttivo del settore dell’organizzazione dei viaggi.

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