Rimborsi, Etoa denuncia la rigidità degli enti pubblici

Rimborsi, Etoa denuncia la rigidità degli enti pubblici
01 Aprile 12:47 2026

Per la crisi che di fatto sta rallentando (e in parte bloccando) i viaggi in Medio Oriente e Asia, scatta l’emergenza rimborsi sui pacchetti. Un nodo che riguarda tutta la filiera del turismo organizzato.

Dall’osservatorio Etoa, la European Tour Operator Association, provengono segnali contrastanti: nelle interruzioni delle partenze che hanno interessato i turisti intercontinentali diretti in Europa le imprese private offrono flessibilità, mentre le istituzioni pubbliche mantengono politiche più rigide e fortemente penalizzanti sia per gli operatori che per i viaggiatori.

Secondo quanto riportato dalla testata trade Traveldailynews.com, i membri Etoa non nascondono le crescenti preoccupazioni per le turbolenze geopolitiche che interessano le rotte di viaggio globali e che stanno avendo un impatto negativo sul turismo in entrata in Europa, in particolare da Asia, Australia e Pacifico meridionale.

A compensare questo deficit di flussi di viaggiatori ci pensa la domanda domestica, in quanto i viaggi all’interno del vecchio continente non stanno subendo ripercussioni. Al contrario, si registra un aumento della domanda intraeuropea.

E riguardo ai bacini di traffico in sofferenza, vale a dire l’intera Asia e il mondo arabo, le prenotazioni per viaggi in Europa vengono posticipate anziché cancellate, a testimonianza di un’inalterata fiducia e appeal del vecchio continente come destinazione turistica.

Gli operatori segnalano una reazione “costruttiva” lungo tutta la catena del valore del viaggio, con i partner del settore privato che dimostrano maggiore flessibilità nella gestione delle prenotazioni annullate, mentre si riscontra una rigidità dai partner pubblici, quali musei e attrazioni locali.

Di fatto i fornitori privati offrono rimborsi totali o parziali, crediti o condizioni migliori per i viaggi riprogrammati e dimostrano di essere ben disposti nell’assicurare un buon trattamento per i viaggi posticipati, il che dimostra una chiara comprensione del fatto che le relazioni a lungo termine contano più dei guadagni a breve. Questo spirito è esattamente ciò che ha permesso al settore di superare la pandemia. La forte collaborazione con le aziende private in tutta Europa dimostra ancora una volta la resilienza del settore. 

Sebbene i termini contrattuali e le clausole di forza maggiore possano limitare gli obblighi formali di rimborso quando i servizi rimangono operativi, gli operatori del settore sottolineano l’importanza della collaborazione e della flessibilità nella gestione delle interruzioni. Al contrario, le istituzioni del settore pubblico operano secondo direttive che limitano o vietano i rimborsi a prescindere dal motivo della cancellazione. E questo si sta rivelando un serio problema nella gestione della crisi, poiché si tratta di componenti del pacchetto turistico d’un certo peso e incidenza nei costi vivi di una impresa di viaggi.

È lo stesso direttore generale di Etoa, Tim Fairhurst, ad ammetterlo: «Le attrazioni finanziate con fondi pubblici beneficiano del loro ruolo centrale nell’offerta turistica europea e, di conseguenza, hanno la responsabilità di agire nell’interesse generale del settore. Quando i visitatori non possono viaggiare a causa di eventi esterni eccezionali, un certo grado di flessibilità non è solo giusto, ma anche commercialmente sensato. La maggior parte delle prenotazioni cancellate verrà posticipata grazie alla continua fiducia nell’Europa come destinazione turistica. Mantenere un buon rapporto ora contribuirà a proteggere la nostra reputazione e la domanda futura».

Gli operatori del settore osservano che le “scorte” inutilizzate possono spesso essere ridistribuite sfruttando la domanda locale o i viaggi intraeuropei, grazie al supporto di piattaforme digitali e partner di distribuzione. Questo approccio può contribuire a mitigare le perdite finanziarie, mantenendo al contempo la fiducia del mercato a lungo termine. E poiché la domanda rimane elevata in molte destinazioni europee, mantenere un approccio equilibrato ai rimborsi è considerato un fattore chiave per tutelare la reputazione della regione e sostenere i flussi turistici futuri.

Intanto proprio Etoa ha annunciato il lancio dell’evento Shop, Shoulder&Off-Peak Marketplace 2026, un incontro b2b volto a promuovere il turismo al di fuori delle stagioni di punta e ad alleggerire la pressione sulle destinazioni più affollate. Un’operazione studiata appositamente dai vari tour operator per destagionalizzare e delocalizzare i flussi incoming.

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