Road to Bit, adv alla ricerca della marginalità perduta

Road to Bit, adv alla ricerca della marginalità perduta
28 Settembre 13:36 2026

Clima disteso con riflessioni mirate e anche qualche sprazzo di ironia nell’incontro di Road to Bit a Firenze, dodicesima tappa del tour tra gli agenti di viaggi italiani condiviso da L’Agenzia di Viaggi Magazine con la Bit di Milano. Una nuova puntata dell’open forum – il ciclo di incontri si chiuderà a Torino e Milano – dove gli agenti toscani hanno dibattuto le sfide che deve affrontare l’intermediazione per crescere in un mestiere che cambia alla velocità della luce.

Come recuperare la marginalità

C’è chi ha trovato la sua strada di iper specializzazioni come l’organizzazione di viaggi in Italia e all’estero del trasporto di organi o chi ha individuato la sua nicchia di mercato nell’allestire viaggi e soggiorni per addii al nubilato/celibato (non a caso denominati “Notti da Leoni”). Escamotage all’insegna della creatività per ampliare quella marginalità d’impresa che l’intermediazione pura ha ormai perso da tempo e non offre l’appeal di una volta.

Pochi cenni sull’intelligenza artificiale, vista ancora come strumento di scarsa affidabilità, mentre l’attenzione degli adv toscani si è concentrata soprattutto su quelle voci che possono fare la differenza come la consulenza d’alto profilo e l’assistenza h24, ormai imprescindibile ma di certo non ideale per un’impresa che non può permettersi di investire in risorse umane, specie se si vogliono ben preparate e adeguatamente formate. In altre parole ,c’è tanta voglia di professionalizzarsi, ma ci sono poche risorse per questo tipo di investimenti.

L’agenzia soffre i rapporti di forza imposti dai vettori

Ci sono poi le diffuse e condivise lamentele sulle compagnie aeree, di certo i fornitori di servizio più arroganti nel panorama della filiera legata ai viaggi: purtroppo il loro dominio pressoché assoluto svilisce l’operato delle adv che non può esprimere in modo ottimale le sue capacità operative semplicemente perché non ha più contatti costanti con chi offre il servizio aereo. C’è chi si è chiesto e ha chiesto ai colleghi perché una agente di viaggi, partner di un’aerolinea, deve pagare per avere assistenza diretta da quella aerolinea, come purtroppo accade in molti casi.

E lo stesso accade anche con i vettori ferroviari, dove il disservizio e i ritardi sono all’ordine del giorno. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui si dibatteva sui punti delle commissioni aeree, ambito dove si è alzata troppo presto bandiera bianca: ormai gli adv considerano la biglietteria aerea pura e semplice un’attività marginale. A tal proposito è stata davvero interessante la testimonianza di un agente di viaggi cinese che opera da tanti anni a Firenze e che ha spiegato come in Cina gli adv sono, al contrario, dei “consolidatori” grazie al fatto di programmare singole destinazioni come ad esempio le Maldive sulle quali si specializzano e spesso risultano più potenti delle stesse compagnie aeree.

I network

Un altro tema sul quale diversi adv in quel di Firenze hanno mostrato di avere il dente avvelenato è stato quello dei network: definiti dai più delle aggregazioni commerciali che fanno solo gli interessi del ‘cartello’ e non di chi si aggrega.

Argomento caldo che ha fatto scaturire un breve dibattito sulle crescenti difficoltà delle agenzie chiamate a gestire contemporaneamente sia l’attività operativa che quella contabile-gestionale con adempimenti sempre più complessi e incidenti sulla quotidianità.

Al termine dell’incontro è stato rilanciato il concetto del “piccolo è bello perché ci sia creatività, specializzazioni e capacità manageriali”. E questo per rilanciare una volta per tutte il valore della consulenza turistica e recuperare concretamente la redditività d’impresa.

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L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.

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