Roma non ha fatto la stupida per il Giubileo

Roma non ha fatto la stupida per il Giubileo
08 Gennaio 09:58 2026

Il pellegrino dice 33. Moltiplicato in milioni (di fedeli) si traduce in un Giubileo “mai visto prima” che si è appena concluso – Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa di San Pietro il giorno dell’Epifania – e si scopre ancora più florido rispetto alle previsioni e al bilancio di midterm.

Un evento da record, quindi, ma non solo per il numero dei pellegrini, giunti a Roma da 185 Paesi. Passerà alla storia, infatti, come l’Anno Santo dei due Papi: ci siamo affacciati sul sagrato della Basilica vaticana con l’argentino Bergoglio e ce lo lasciamo alle spalle con Robert Francis Prevost da Chicago, sul soglio di Pietro dall’8 maggio. Non a caso, a livello di flussi, gli statunitensi sono secondi solo agli italiani.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, tanto che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, suggerisce di «brevettare il metodo Giubileo, che potrebbe essere confermato per altri grandi eventi». In attesa di conoscere meglio la ricetta della “licenza esclusiva” ideata da palazzo Chigi, riavvolgiamo le pagine spiegazzate del taccuino per rivedere gli appunti e riepilogare i numeri di un anno speciale.

UN ESERCITO DI PELLEGRINI

Sono 33.475.369 i fedeli giunti in pellegrinaggio a Roma per il Giubileo 2025. L’evento più partecipato è stato quello che si è svolto dal 28 luglio al 3 agosto, con oltre un milione di giovani: a Tor Vergata gli appuntamenti principali e la messa presieduta dal Papa.

Italiano un pellegrino su tre, ma oltre il 12% è giunto dagli States, nonostante le difficoltà sorte con l’amministrazione Trump. Tutto il mondo, però, ha fatto capolino a Roma: dalla Polonia al Perù, dalla Cina alle Filippine, dall’Indonesia all’Australia.

Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione e deus ex machina dell’evento, ha sottolineato: «Il Giubileo si conclude, ma restano i tanti segni di speranza che sono stati offerti e si allarga l’orizzonte per sostenere un futuro carico di pace e di serenità come tutti desiderano. I 35 grandi eventi come il pellegrinaggio quotidiano hanno permesso di verificare una Chiesa dinamica, in cammino che sa guardare con realismo alle sfide che le si pongono dinanzi, ma sempre fiduciosa».

Eppure, fino a pochi mesi fa, si parlava di un Anno Santo di luci e ombre, a fronte degli investimenti capitolini: un piano da 4,8 miliardi di euro, con oltre 600 interventi per migliorare mobilità, accoglienza e spazi pubblici. Tra questi Piazza Pia, la più grande area pedonale della città, dalla quale quasi un anno fa abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio giornalistico.

Sfogliando l’album estivo, però, trovo numeri non trascurabili: Roma ha accolto 1,7 milioni di turisti, +8,8% rispetto al 2024.

Lo scetticismo iniziale degli operatori turistici era figlio anche delle esperienze precedenti, quando il turismo negli anni giubilari non aveva lasciato tracce profonde, rimandando puntualmente il successo all’anno seguente. Un eccesso di prudenza?

Non esattamente. Per i primi otto mesi Banca d’Italia aveva quantificato 25 milioni di presenze, due terzi straniere, ma con una spesa giornaliera scesa del 10%.

Azzeccatissime, invece, le stime finali di The Data Appeal Company, già un mese fa: oltre 30 milioni di visitatori. Stabili i prezzi Ota (-3%): hotel in flessione sulla tariffa massima (-7%), balzo in avanti di ostelli e campeggi (+27%).

Sempre secondo il report, tra i Paesi in crescita Polonia (+7%), Argentina (+29,2%), Canada (+14,4%) e Messico (+11,6%). Giù invece Germania (-41,3%) e Francia (-12,2%).

ROMA CAPUT MUNDI

Succube più che padrona della sua leggenda, in questi 12 mesi Roma “non ha fatto la stupida“. Nonostante ferite e cicatrici – impietosamente visibili agli occhi di chi ne scova e annusa gli angoli più remoti – la Città Eterna non si è sottratta agli occhi di chi ha percorso centinaia di chilometri cercando indulgenza e bellezza.

La penna scorre sul foglio bianco e annota, traendo spunto da The Data Appeal Company a proposito del Popularity Index, il rapporto tra il numero di recensioni e il sentiment, che misura il grado di popolarità di ciascun luogo.

Secondo logica, in vetta i luoghi simbolo vaticani, che hanno registrato un +33% di recensioni e circa un +60% di Popularity, con picchi in marzo-aprile e agosto-settembre. Per San Pietro +93% di tracce digitali. con un sentiment estremamente alto di 94,5/100. Le recensioni dei Musei Vaticani hanno registrato un +10% con un sentiment di 89,7/100.

Lieve rallentamento delle tracce complessive: -10% YoY (year over year, anno su anno). Nessuna sorpresa per le attrazioni più visitate: il Colosseo, Fontana dii Trevi – dal 2 febbraio scatta il ticket di 2 euro per i turisti – e il Pantheon. Ristorazione in calo per i costi troppo alti.

TUTTI D’ACCORDO: È STATO UN SUCCESSO

Istituzioni locali e statali questa volta sono d’accordo: è stato un successo: «Il Giubileo – osserva il sindaco, Roberto Gualtieri – è stato un volano per la città, per la sua trasformazione, con uno sguardo al mondo, perché la gioia che i pellegrini hanno portato ha toccato il cuore dei romani che a loro volta hanno mostrato la loro accoglienza».

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, già guarda all’appuntamento del 2033, quando la Chiesa cattolica celebrerà i duemila anni dalla Redenzione: «Dobbiamo cominciare la pianificazione per tempo e il metodo Giubileo ci aiuterà in questo».

«Il Giubileo ha superato ogni aspettativa – è la chiosa del ministro del Turismo, Daniela Santanchè – Smentite le prudenziali previsioni iniziali grazie all’arrivo di oltre 33 milioni di turisti. I numeri, inizialmente considerati sottotono, hanno invece confermato la straordinaria capacità di attrazione di Roma e dell’Italia».

L’unione fa la forza, ribadisce Santanchè: «La sinergia tra governo, territorio, Comune, sindaco e Vaticano, supportata dal fondamentale contributo delle forze dell’ordine, ha creato le condizioni per una manifestazione capace di restituire a Roma e all’Italia una nuova luce».

«L’effetto del Giubileo – ha detto il ministro – non si misura solo nei numeri dei visitatori, ma si estende a un sistema che beneficerà nei prossimi anni, a partire dai cittadini romani e dalle opere realizzate. Roma è stata rinnovata e il flusso turistico continuerà a crescere, promuovendo un modello Italia che sta già anticipando il successo delle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina».

Giubileo chiuso, cammino terminato, taccuino in tasca. Sul kolossal scorrono i titoli di coda.

L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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