Ryder Cup versione celtica: è già countdown per l’edizione 2027 in Irlanda

Ryder Cup versione celtica: è già countdown per l’edizione 2027 in Irlanda
02 Ottobre 12:00 2023 Stampa questo articolo

Tutto torna, un’armonia perfetta, un’equazione precisa: campo da golf=green=verde=Irlanda. Il cerchio perfetto si apre nel cuore di Roma e si chiude nel segno dell’isola, che ha calato due assi alla Ryder Cup, l’irlandese Shane Lowry e il nordirlandese Rory McIlroy, che hanno contribuito al successo del Team Europe sul Team Usa al Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio.

E se la prossima edizione si disputerà nel 2025 a New York, quella del 2027 sarà ospitata proprio in Irlanda, che si è presentata in tutto il suo splendore giovedì 28 settembre alla Irish Night, nella cornice ideale del Trinity College Pub, storico ritrovo irlandese al centro della capitale. Una serata dominata dal verde, of course, tra canti, immagini e prodotti locali alla presenza di Catherine Martin, ministro del Turismo, cultura, arte, lingua gaelica, sport e media, che ha iniziato e concluso il suo breve discorso in italiano: «Buonasera e benvenuti in Irlanda! Grazie a tutti e buona serata!».

La sede dello storico torneo di golf sarà l’Adare Manor Golf Club, nella contea di Limerick. Quattro anni passano in fretta ed è già tempo di guardare avanti. «Per noi l’Irlanda è casa – sottolinea con orgoglio Marcella Ercolini, direttrice per l’Italia di Turismo Irlandese e appassionata golfista – e noi rappresentiamo “tutta” l’isola, perché alla festa sono intervenuti tanti nordirlandesi. Non c’è linea di confine che tenga. Infatti, uno dei due campioni che hanno partecipato alla Ryder Cup, Mcllroy, è di Holywood, nel Nord. Lo sport va oltre le differenze e lo stesso Mcllroy si definisce irlandese».

Un’iniezione di appartenenza allo stato puro, una ribellione alla storia che continua a tenere distanti Dublino e Belfast. Ma ciò che la politica divide, il golf unisce. Se fosse un hashtag, insomma, sarebbe #soloirlanda, alla faccia della lingua inglese… «Che ovviamente resta la lingua ufficiale – precisa la Ercolini – ma the irish language è antichissima, di origine celtica, vive eccome, viene insegnata nelle scuole ed è ancora parlata nel West dell’Irlanda».

Sia come sia, la Ryder Cup made in Rome è già alle spalle, Turismo Irlandese viaggia già a vele spiegate verso Adare Manor: «Non c’è dubbio e noi stiamo presentando l’Irlanda come sede di destinazione golfistica. Abbiamo più di 400 campi in tutta l’isola, un terzo dei Links mondiali – cioè i percorsi su cui si misurano i veri golfisti, costruiti su una costa sabbiosa, che offre una superficie di gioco più solida rispetto a quelli in parchi e brughiere – e green per tutti i livelli di gioco, con sfondi da sogno».

Non è un caso che il colore dell’Irlanda sia il verde. «È un verde che ha tante sfumature e cambia continuamente – conclude la direttrice di Turismo Irlandese – il viaggiatore è la prima cosa che nota quando arriva, grazie a una luce che esalta ancora di più i paesaggi. La natura è un patrimonio che si cerca di mantenere e valorizzare attraverso pratiche di sostenibilità che vengono sempre più incoraggiate. Sono state mappate le piste ciclabili, così come le blueways, percorribili via acqua. Insomma, l’Irlanda si può girare in tutti i modi, grazie a infrastrutture organizzate, perché la natura non è solo da contemplare, ma anche da vivere attivamente».

In foto il ministro del Turismo irlandese, Catherine Martin

L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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