Visto da destra e visto da sinistra (senza alcuna allusione alla politica). Nella riedizione dello sciopero aereo del 26 febbraio – dopo quello del 16 andato a monte, causa precettazione olimpica del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini – i sindacati hanno rivendicato la cancellazione di circa 300 voli nazionali di Ita Airways e easyJet, con ripercussioni in tutti gli aeroporti italiani.
Ita, invece, ha parlato di “disagi limitati” per i passeggeri, nonostante la soppressione di una parte significativa dei propri voli, oltre 150. La compagnia ribadisce la disponibilità al confronto sul rinnovo del contratto e a rivedere il Piano industriale.
A completare il weekend lungo delle proteste, la mobilitazione nel trasporto ferroviario.
LO STOP AEREO
Nel dettaglio, lo sciopero aereo ha coinvolto piloti e assistenti di volo di Ita Airways e easyjet per 24 ore e il personale di Vueling per 4 ore, oltre ai lavoratori del comparto, aeroportuale e indotto, per tutto il giorno.
Come detto, circa 300 voli a livello nazionale cancellati dalle compagnie: il numero – precisano Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Uglta, Anpac e Anp – tiene conto anche di quelli annullati preventivamente in vista dell’agitazione: “Circa l’87% del personale ha aderito alla protesta“.
In una nota ufficiale Ita ha comunicato di aver soppresso “oltre 150 collegamenti”. La compagnia, si legge sul sito, “si è vista costretta a cancellare circa il 55% del proprio operativo previsto per il 26 febbraio e alcuni voli nelle giornate del 25 e del 27 febbraio“.
“Si sono registrati – prosegue la compagnia – limitati disagi per i passeggeri grazie al lavoro di informazione e gestione preventiva dei circa 21mila passeggeri coinvolti dalle cancellazioni effettuate nei giorni scorsi. La compagnia ha infatti riprotetto la quasi totalità dei passeggeri su altri voli previsti tra il 26 e il 28 febbraio”.
Per quanto riguarda la ripresa delle trattative, “Ita Airways ribadisce la propria disponibilità al confronto, peraltro già ripreso con alcuni incontri nelle scorse settimane, per arrivare a definire condizioni del rinnovo contrattuale che diano risposte alle richieste avanzate dal personale all’interno di un percorso di sostenibilità per l’azienda”.
“In tal senso – si legge ancora – Ita sta lavorando ad una modifica del Piano industriale approvato lo scorso luglio in una prospettiva più ambiziosa, che assicuri uno sviluppo sostenibile e progressivo della compagnia. L’obiettivo è la crescita della flotta di lungo raggio fino a 30 aerei entro il 2030 e l’estensione del network focalizzata sul mercato intercontinentale, per un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro, cui è strettamente connessa la crescita e la valorizzazione del personale, già avviata con la campagna di assunzioni di 100 piloti e 400 assistenti di volo”.
La nota si conclude con l’auspicio “che tale confronto possa proseguire in maniera costruttiva per arrivare al comune scopo di definire il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e condividere i prossimi passi relativi alla modifica del Piano industriale”.


