Singapore mette il Saf direttamente nel prezzo del biglietto aereo. Dal 1° ottobre 2026, le nuove prenotazioni per voli in partenza dalla città-Stato dal 1° gennaio 2027 sono soggette a un supplemento obbligatorio per finanziare l’acquisto di carburante sostenibile per l’aviazione.
La Sustainable Aviation Fuel Levy è la prima tassa ecologica al mondo. Gli unici viaggiatori esclusi da questo prelievo sono quelli in transito per Singapore.
L’importo cambia in base alla distanza e alla classe di viaggio. Singapore ha diviso le destinazioni in quattro fasce geografiche: per l’economy, si va da 1 dollaro di Singapore (69 centesimi di euro) per il Sud-est asiatico a 10,40 dollari per le Americhe; in business e first, il prelievo è quattro volte superiore e arriva a 41,60 dollari (28,89 euro).
Per i collegamenti verso Europa, Medio Oriente e Africa, inseriti nella terza fascia, il supplemento è di 6,40 dollari di Singapore in economy e premium economy e 25,60 dollari in business e first. La tassa è applicata sulla destinazione immediatamente successiva alla partenza da Singapore.
Il sistema ideato da Singapore
Più che una semplice ecotassa, il sistema costruito dal governo di Singapore è un meccanismo centralizzato di finanziamento del Saf. Le somme raccolte confluiscono in un apposito Saf Fund e sono gestite dalla Singapore Sustainable Aviation Fuel Company (SAFCo), società non profit controllata dalla Civil Aviation Authority of Singapore. SAFCo aggrega la domanda delle compagnie e acquista il carburante sul mercato, con l’obiettivo di ottenere condizioni economiche migliori rispetto agli acquisti effettuati singolarmente dai vettori.
Singapore punta in questo modo a raggiungere, dal 2027, una quota di Saf pari all’1% del carburante utilizzato dagli aerei in partenza dal Paese, per poi portarla tra il 3% e il 5% entro il 2030, compatibilmente con disponibilità e andamento del mercato. Il primo bando di SAFCo per gli acquisti finanziati dalla nuova tassa è atteso entro la fine del 2026, mentre le prime forniture dovrebbero essere immesse nel sistema a metà 2027.
I problemi
Il debutto della tassa era stato inizialmente previsto alcuni mesi prima, ma Singapore ne aveva rinviato l’introduzione a marzo, alla luce dell’aumento dei costi sostenuti dalle compagnie aeree per la guerra in Medio Oriente. Anche l’estensione della tassa ai cargo è stata posticipata: scatterà sui servizi venduti dal 1° ottobre 2027 per voli dal 1° gennaio 2028.
Il Saf resta uno dei grandi nodi irrisolti della decarbonizzazione del trasporto aereo. Secondo l’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), la produzione mondiale – nel 2026 – dovrebbe fermarsi a circa 2,4 milioni di tonnellate, appena lo 0,8% del consumo globale di carburante per aviazione, pur essendo il Saf considerato uno degli strumenti principali per portare il settore verso il net zero.
Il problema resta soprattutto economico. La Iata stima che nel 2026 l’acquisto di Saf comporterà per le compagnie 4,3 miliardi di dollari di costi aggiuntivi, mentre la capacità produttiva mondiale resta largamente insufficiente. È proprio su questo fronte che Singapore prova a intervenire: garantire una domanda certa, finanziata attraverso i biglietti, per favorire investimenti e produzione, senza lasciare alle singole compagnie tutto il peso della transizione.


