Singapore non molla Air India: pronti a sostenere il rilancio
Il governo di Singapore difende la strategia internazionale di Singapore Airlines e, in particolare, il suo investimento in Air India, nonostante le forti perdite accumulate dal vettore indiano e la prospettiva di nuovi apporti di capitale da parte degli azionisti.
«Costruire aziende competitive a livello globale significa entrare in mercati potenzialmente difficili, confrontarsi con operatori già presenti e perseverare anche nei periodi di turbolenza», ha dichiarato in Parlamento il ministro dei Trasporti di Singapore, Jeffrey Siow.
Il ministro rispondeva alle domande di un parlamentare dell’opposizione sui rischi legati a un possibile nuovo aumento di capitale di Air India. Singapore Airlines detiene il 25,1% della compagnia indiana, mentre il restante 74,9% è controllato dal gruppo Tata.
I problemi di Air India
Secondo Bloomberg, Air India sarebbe vicina a ottenere circa 100 miliardi di rupie, pari a 1,1 miliardi di dollari, dai suoi due azionisti. Il finanziamento dovrebbe essere erogato in più tranche e legato al raggiungimento di determinati obiettivi. Nei giorni precedenti, l’agenzia Reuters aveva riferito di una richiesta complessiva di capitale di circa 1,5 miliardi di dollari.
L’intervento si inserisce nella complessa ristrutturazione di Air India, tornata sotto il controllo di Tata nel 2022 e successivamente integrata con Vistara, la compagnia nata nel 2013 dalla joint venture tra Tata e Singapore Airlines.
Il turnaround continua però a pesare sui conti. Nell’esercizio 2025-26, Air India e Air India Express hanno registrato perdite complessive superiori ai 2 miliardi di dollari, e Singapore Airlines ha contabilizzato nel proprio bilancio quasi 950 milioni di dollari di Singapore di perdite riconducibili alla partecipazione nel vettore indiano.
A complicare il quadro hanno contribuito anche fattori esterni: l’incidente mortale che ha coinvolto Air India, la chiusura dello spazio aereo pachistano ai vettori indiani e le tensioni in Medio Oriente, che hanno allungato alcune rotte e aumentato i costi operativi e del carburante.
Scommessa sul lungo periodo
Per Singapore Airlines, tuttavia, Air India rimane una scommessa strategica di lungo periodo. L’investimento consente al gruppo di rafforzare la sua presenza in uno dei mercati aerei con le maggiori prospettive di crescita e si inserisce nella strategia “multi-hub” perseguita dal vettore di Singapore.
La collaborazione tra le due compagnie, inoltre, va oltre la partecipazione azionaria. Singapore Airlines e Air India stanno progressivamente ampliando codeshare e cooperazione commerciale e a gennaio hanno firmato un accordo quadro per valutare forme più profonde di integrazione, compresi possibili joint business agreements.
L’amministratore delegato di Singapore Airlines, Goh Choon Phong, aveva già definito quello in Air India un investimento di lungo termine, sottolineando come la trasformazione della compagnia indiana richieda tempo. Anche Tata ha indicato per il rilancio un orizzonte che potrebbe estendersi tra cinque e dieci anni.
Conti di Singapore Airlines non a rischio
Il governo di Singapore, dal canto suo, ha escluso che le difficoltà di Air India possano mettere a rischio le operazioni di Singapore Airlines o la sua capacità di garantire i servizi aerei considerati essenziali. Il vettore dispone inoltre di una posizione finanziaria solida: a fine giugno, le riserve di liquidità erano pari a circa 10,5 miliardi di dollari di Singapore, contro il miliardo e 600 milioni del pre-pandemia.
Siow ha inoltre precisato che Singapore Airlines finanzia le proprie operazioni e i propri investimenti attraverso risorse proprie e secondo le proprie politiche di allocazione del capitale. Temasek, azionista di maggioranza della compagnia, non interviene quindi direttamente nelle singole decisioni di investimento.
«Non possiamo dire alle nostre aziende di competere all’estero e poi considerare ogni anno difficile come la prova che dovrebbero rimanere a casa», ha concluso il ministro.


