Con l’estate l’Europa meridionale piomba nuovamente nell’incubo incendi. L’ondata di caldo eccezionale, che non accenna ancora a diminuire, con temperature ben sopra i 38°, e i forti venti degli ultimi giorni, stanno alimentando roghi devastanti in Francia e Spagna che stanno mettendo a dura prova i sistemi di soccorso e hanno costretto all’evacuazione migliaia di residenti e turisti, 270mila fino ad ora in totale.
In entrambe le parti dei Pirenei quella che si registra è un’emergenza senza precedenti e l’Unione europea ha attivato il Meccanismo di protezione civile per sostenere le operazioni di spegnimento degli incendi.
FRANCIA: IN FUMO UN’INTERA REGIONE
Sono salite a 250.000 le persone evacuate nella Gironda, nel sud-ovest della Francia, e sono 42 mila gli ettari di terreno fin ad ora bruciati a causa di un violento e vasto incendio, non ancora spento, alimentato da un vento fortissimo, scoppiato mercoledì 22 luglio nella regine francese.
Il rogo ha prima minacciato la penisola di Cap-Ferret, sulla costa atlantica, dove interi centri abitati, campeggi e zone turistiche della famosa località e del bacino di Arcachon sono stati evacuati d’urgenza. Poi, l’incendio, nonostante l’intenso lavoro delle forze di sicurezza – il governo francese ha mobilitato l’esercito con oltre 1.500 soldati per supportare le operazioni di terra – e l’uso di Canadair, sì è allargato fino ad avvicinarsi a 15 km dall’area metropolitana di Bordeaux, dove è stata ordinata l’evacuazione di altre 55.000 persone, in via precauzionale, e bloccato il traffico ferroviario a Sud della città.
Dopo più di quatto giorni, l’incendio non è ancora spento del tutto e, secondo le ultime notizie rilasciate dalle autorità locali, è rimasto “sostanzialmente stabile durante la notte di domenica 27 luglio e non ci sono stati sviluppi di rilievo. I servizi di sicurezza e di emergenza restano pienamente mobilitati e continuano le loro operazioni sul territorio”.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha convocato una riunione di gabinetto d’emergenza per oggi, lunedì 27 luglio, per discutere della situazione, l’incendio è uno dei più devastanti mai registrati nella storia recente della Francia sud-occidentale, anche in vista di una nuova ondata di calore prevista per la regione della Gironda, dove il termometro potrebbe raggiungere i 40 gradi.
Intanto, sul fronte turismo, le autorità sconsigliano ai turisti di “raggiungere la Gironda”, invitando quelli sul post “a considerare un’altra destinazione”. Le attività dei campeggi estivi sono sospese dopo l’evacuazione dei giorni scorsi.
IN SPAGNA È EMERGENZA NAZIONALE
Le nere nubi fumo dalla Francia si incontrano con quelle provenienti dalla Spagna che sta vivendo una delle stagioni di incendi più drammatiche degli ultimi anni, con una superficie totale bruciata che sfiora i 153.000 ettari complessivi dall’inizio dell’anno (rappresentando circa il 40% di tutti i roghi dell’Unione Europea), tanto che il governo spagnolo ha dovuto decretare lo stato di emergenza per Madrid e la provincia di Ávila, le zone più colpite, con complessivamente circa 77.000 ettari bruciati.
Le fiamme nei giorni scorsi hanno quasi raggiunto la periferia della capitale Madrid, dove, per sicurezza sono stati sfollati 3.500 residenti.
Il 26 luglio un nuovo violento incendio è divampato nella provincia orientale di Castellón, nella regione di Valencia. Qui ad essere allontanate dalle loro case 15.000 persone. I vigili del fuoco spagnoli hanno dichiarato che le fiamme si sono propagate così rapidamente e con tale violenza da non poter essere affrontate frontalmente.
Le impressionati immagini diffuse dai social mostrano le fiamme propagarsi fino a lambire l’area del famoso ponte Assut de l’Or, uno dei simboli architettonici della cittadina progettati da Santiago Calatrava.
La Spagna ha annunciato di aver chiesto l’attivazione del “meccanismo europeo di protezione civile” e di aver richiesto “quattro risorse aeree antincendio”. L’Unione europea che ha già schierato 5 aerei e 2 elicotteri della flotta rescEu per la Francia, ha prontamente accolto l’appello e manderà 4 aerei in Spagna, come annunciato sui social dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
È ALLARME INCENDI ANCHE IN ITALIA
Fine settimana di paura anche in Italia, in Puglia dove venerdì le prime fiamme avevano quasi toccato la cittadine turistica di Gallipoli e poi domenica 27 luglio un vasto e violento incendio è divampato nella tarda mattinata nel territorio di Peschici, sul Gargano.
Le fiamme, anche in questo caso alimentate dalle forti raffiche di vento, hanno divorato un’ampia zona di inestimabile valore naturalistico, caratterizzata da una fitta macchia mediterranea e dai caratteristici pini d’Aleppo.
La situazione ha fatto scattare immediatamente la massima allerta a Peschici, che ancora ricorda ancora il devastante rogo che il 24 luglio 2007 colpì lo stesso tratto della costa garganica, seppure in aree boschive differenti provocando tre vittime.
Diverse persone sono stati evacuate via mare dalla Guardia Costiera, compresi circa 300 turisti di alcuni camping di Peschici che saranno alloggiati in alcune palestre e strutture messe a disposizione dal Comune.
Le ferrovie del Gargano sono state bloccate diverse ore, chiusa anche la litoranea tra Vieste e Peschici. Alcuni incendi hanno interessato anche la costa del Basso Molise, proprio al confine con il Gargano, anche qui i turisti sono stati evacuati da campeggi e stabilimenti balneari.
IL CANADA BRUCIA E TRUMP INVOCA I DAZI
L’emergenza incendi senza precedenti sta mettendo in ginocchio il Paese. I dati ufficiali del governo federale canadese parlano chiaro: oltre 2,8 milioni di ettari sono già andati in fumo dall’inizio dell’anno, superando persino il totale registrato durante tutta la scorsa estate.
Le grandi nuvole di fumo arrivate sopra New York, e l’aria irrespirabile, a causa di una delle ultimi serie di incendi boschivi fuori controllo in Ontario, hanno anche messo a rischio, domenica 19 luglio, l’attesa finalissima della Coppa del Mondo, che si è poi giocata regolarmente nel MetLife Stadium, vicino la Grande Mela.
Il presidente americano Donald Trump però non ha perso l’occasione per scagliarsi ancora una volta contro il nemico Canada attribuendo al governo la responsabilità del fumo che ha attraversato il confine e minacciando di imporre dazi come risposta e di creare una “barriera filtrante per l’aria” al confine tra Stati Uniti e Canada:”Gli Stati Uniti sono inutilmente invasi da aria sporca, inquinata e malsana” ha scritto in un post su X.


