Stabilimenti balneari, i gestori insorgono contro l’aumento dei canoni del 25%

Stabilimenti balneari, i gestori insorgono contro l’aumento dei canoni del 25%
13 Gennaio 12:05 2023 Stampa questo articolo

L’annunciato aumento dei canoni del 25,15% e le novità presenti nella riforma delle modalità di assegnazione delle concessioni demaniali scuote il settore degli stabilimenti balneari e Faita-Federcamping, Federalberghi e Assonat lanciano un forte segnale di preoccupazione, chiedendo subito al governo un tavolo di confronto, vista la scarsa attenzione fin qui riservata al comparto turistico ed alla specificità che lo caratterizza.

In particolare, è l’aumento dei canoni, notevolmente superiore al tasso di inflazione dei prezzi al dettaglio, a essere definito “inaccettabile” dalla categoria interessata perché impatterà profondamente nelle gestioni economico finanziare delle imprese, già colpite e destabilizzate da aumenti dei costi di gestione smisurati e imprevedibili, quali quelli energetici e delle forniture di beni e servizi.

Nella nota si evidenzia che “un’impresa turistica basa il suo equilibrio economico, finanziario e occupazionale su attente pianificazioni e programmazioni gestionali, spesso di carattere pluriennale; pertanto impatti economici improvvisi e destrutturanti ne minano la funzionalità e l’operatività, con conseguenti pesanti tagli nell’erogazione dei servizi e nell’impiego occupazionale, degrado della qualità dell’offerta e aumento delle tariffe. Tutto questo a discapito dei flussi turistici nazionali e internazionali, che potrebbero dirigersi verso destinazioni più competitive”.

La nota prosegue sottolineando che “per le attività turistico ricettive, l’offerta e l’organizzazione dei servizi di balneazione è parte sostanziale e integrante dell’attività aziendale, sia nell’erogazione dei servizi, che nella pianificazione degli investimenti, che nel computo dei relativi costi e ricavi. Va peraltro rimarcato che oltre a un’elevata percentuale di imprese ricettive titolari di concessioni per l’arenile immediatamente prospiciente la struttura, alcune insistono, parzialmente o totalmente, su superfici oggetto di concessioni demaniali marittime per aree diverse rispetto a quelle dedicate alla balneazione”.

Da qui la richiesta urgente degli operatori del settore di aprire subito un tavolo di ascolto e confronto per una interlocuzione chiara e definitiva sull’applicazione della direttiva Bolkestein, che consenta di affrontare le prossime stagioni turistiche pianificando correttamente gli investimenti e senza ulteriori incertezze.

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