Tax free shopping, la soglia ridotta spinge gli acquisti

Tax free shopping, la soglia ridotta spinge gli acquisti
26 Gennaio 13:29 2026

Aumento del 46% delle transazioni e del 5% dei volumi, oltre a un milione di nuovi shopper che hanno acquistato esclusivamente tra 70-155 euro. I dati Global Blue confermano che, a quasi due anni di distanza, funziona la riduzione della soglia del tax free shopping, passata da 154,95 euro a 70,01 euro.

«Il bilancio dall’applicazione ha consentito un aumento della competitività e la decentralizzazione dello shopping a supporto di Pmi e artigianato locale», ha sottolineato il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, in occasione della Terza edizione del Forum Internazionale del Turismo nello scorso weekend a Milano.

Località minori e outlet passano da una contribuzione del 27% sopra i 155 euro di spesa, al 46% nella nuova fascia 70-155 euro.

Gli obiettivi auspicati dal governo erano quelli di rendere l’Italia più attrattiva sul palcoscenico europeo, decentralizzare le mete di shopping al di fuori dei centri principali e democratizzare il servizio verso nuove nazionalità.

I dati presentati al Forum da Global Blue – l’operatore che detiene la quota prevalente del mercato tax free shopping in Italia – evidenziano la solidità di questa visione, che ha permesso di trasformare la ritrovata competitività in un volano per valorizzare mete turistiche meno conosciute e sostenere il commercio al dettaglio e l’artigianato locale, emblemi del Made in Italy.

I NUMERI DI GOLABL BLUE

Nei primi venti mesi di applicazione, l’abbassamento della soglia ha favorito un incremento delle transazioni (+46%) e dei volumi di spesa (+5%) tax free, oltre ad attirare un milione di nuovi shopper, che hanno acquistato esclusivamente all’interno della fascia di spesa 70-155 euro.

Questo ha determinato un maggiore coinvolgimento di svizzeri (+84% delle transazioni), turchi (+73%), mediorientali (+71%, Israele, Egitto, Giordania, Libia, Iraq, Siria) e sudamericani (+68%).

Uno dei risultati più rilevanti di una politica adottata per combattere l’undertourism è l’effettivo decentramento dello shopping. Se per gli acquisti superiori ai 155 euro le quattro principali città d’arte (Milano, Roma, Firenze e Venezia) catalizzano il 73% della spesa, nella nuova soglia la loro incidenza scende al 54%.

Parallelamente, la quota di spesa tax free nelle località turistiche fuori dalle Top 4 destinazioni e negli outlet è balzata dal 27% al 46%. Tra le mete che hanno beneficiato maggiormente di questo flusso si distinguono Como (+74% di transazioni), Napoli (+69%), Bari e Verona (+66%), Siena (+59%), Bologna (+55%) e Sorrento (+50%).

La misura ha supportato le piccole e medie imprese del territorio e l’artigianato locale. In questo comparto, le transazioni tax free nella fascia 70-155 euro sono aumentate del 61%, con una crescita della spesa del 14%, valori ben superiori rispettivamente al +46% e al +5% generati a livello nazionale.

Risultati di rilievo si registrano in settori d’eccellenza: la pelletteria e le borse vedono un aumento del +56% delle transazioni e del +17% della spesa tax free. Ancora più significativi i dati per le calzature (+84% transazioni, +28% spesa) e la profumeria/cosmetica (+151% transazioni, +53% spesa).

E il trend di crescita non accenna a fermarsi: il confronto tra il 2025 e il 2024 mostra un ulteriore consolidamento sul mercato, con le transazioni tra 70 e 155 euro cresciute del 23% e i volumi di spesa del 22%. Nell’ultimo anno, altri 300mila nuovi shopper hanno usufruito del servizio per acquisti esclusivi nella nuova fascia di spesa.

«L’abbassamento della soglia per il tax free shopping non solo ha reso l’Italia più attrattiva per i turisti, ma ha avuto un impatto significativo sull’artigianato locale. Supportare le piccole e medie imprese è fondamentale per il nostro Made in Italy – ha dichiarato Santanchè – Stiamo assistendo a un incremento delle transazioni nelle località meno conosciute, il che dimostra che la delocalizzazione dello shopping è una realtà. È essenziale continuare a valorizzare le nostre tradizioni artigianali e rendere ogni angolo del nostro Paese un luogo dove il turismo possa prosperare».

«I dati dall’introduzione della nuova soglia – ha sottolineato Stefano Rizzi, managing director Italy di Global Blue – dimostrano che la misura è stata una scelta strategica per l’intero ecosistema del retail e del turismo italiano: il nostro Paese è diventato più competitivo, attraendo nuovi shopper e offrendo una nuova leva di vendita ai commercianti dell’intero territorio nazionale, favorendo concretamente un decentramento dei flussi extra-Ue e degli acquisti».

«Oggi – ha concluso – la sfida cruciale per gli operatori locali risiede nella loro abilità di ingaggiare il turista internazionale, offrendo esperienze personalizzate e potenziando in modo significativo la professionalità dell’accoglienza. Per sfruttare appieno queste nuove opportunità, è indispensabile investire nell’autenticità dell’offerta e soprattutto in percorsi di formazione mirati».

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