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Tip, utili raddoppiati e Alpitour “in forte ascesa” nel primo semestre

Viaggia a ritmo sostenuto Tip – Tamburi Investment Partners Spa, Gruppo quotato al segmento Euronext Star Milan di Borsa Italiana, che tra gli altri controlla la maggioranza di Alpitour World. Il suo consiglio di amministrazione ha approvato nei giorni scorsi la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2023. La merchant bank di Giovanni Tamburi ha chiuso i primi sei mesi con un utile di 64,7 milioni, più di due volte il risultato dello stesso semestre 2022 e con un patrimonio netto di 1,37 miliardi, dopo distribuzioni di dividendi per circa 21,7 milioni e acquisti di azioni proprie per ulteriori 9,7 milioni.

“Dopo aver affrontato e brillantemente superato gli effetti negativi derivanti prima dall’epidemia di Covid e poi dagli incrementi dei costi delle materie prime e dell’energia, nonostante le incertezze generate dal persistere di tensioni geopolitiche e di forti timori sull’andamento dell’economia – si legge in una nota ufficiale – le partecipate di Tip nel primo semestre del 2023 hanno ulteriormente migliorato i già ottimi risultati del primo semestre 2022”.

PREVISIONI POSITIVE PER IL 2023 DI ALPI

In particolare, Tamburi segnala “la notevole performance di Alpitour, Gruppo in forte ascesa, che nel periodo ha consuntivato, per la prima volta nella sua storia, un primo semestre positivo a livello di ebitda. Al di là della stagionalità del business di Alpitour – aggiunge Tip – i risultati economici sin qui raggiunti e il livello della raccolta ordini sono tali da consentire la previsione di un risultato estremamente positivo per l’anno in corso e, ancora più importante, una modifica che ci pare strutturale – in positivo grazie anche agli ingenti investimenti effettuati – sui conti economici del Gruppo”.

MASSIMO IMPEGNO NELLA SOSTENIBILITÀ

Con l’approvazione da parte del cda dell’aggiornamento del documento “Una Cultura della Sostenibilità”, avvenuta il 19 giugno 2023, Tip ha inoltre confermato ulteriormente e dettagliato analiticamente il commitment – peraltro storicamente consolidato – sulle tematiche Esg, riguardo alle “proseguono le attività relative agli impegni esplicitati nel documento”.

Sempre quest’anno, Tip ha aderito al Global Compact delle Nazioni Unite, affinato la correlazione tra attività aziendali e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 e ha sottoscritto i Principles for Responsible Investment (Pri). Inoltre, a seguito della quantificazione del proprio “corporate carbon footprint” del 2022, ha aderito, in collaborazione con ClimatePartners, a un progetto di compensazione delle proprie emissioni di CO2 tramite iniziative compensative.

L’attenzione di Tip ai temi Esg ovviamente si estende alle proprie partecipate, Alpitour compresa, che su questo fronte si è già dimostrata attentissima.

IL CONTROLLO DI EATALY PASSA A INVESTINDUSTRIAL

Con uno sguardo ai mesi successivi al primo semestre, Tamburi fa anche sapere ad agosto, “una volta superate le condizioni sospensive, una società del gruppo Investindustrial ha acquistato il 52% di Eataly Spa tramite la sottoscrizione di un aumento di capitale di 200 milioni e l’acquisizione di azioni da alcuni soci. Nel contesto dell’operazione, Clubitaly (controllata da Tip) ha acquisito un’ulteriore partecipazione in Eataly a condizioni tali da consentirle di abbassare il valore medio di carico e inoltre non ha ceduto azioni Eataly. Clubitaly ha mantenuto il diritto a una rappresentanza nel consiglio di amministrazione di Eataly con una partecipazione del 17,67% nella società che era di Oscar Farinetti.

TIMORI DI RECESSIONE RIDIMENSIONATI, MA LA CINA RALLENTA

Come consueto, dal fondo di Giovanni Tamburi arriva anche un’analisi di scenario: “Come risultati aziendali e come andamento dei principali Pil nazionali fino ad ora, il 2023 è andato meglio delle previsioni di quasi tutti. I timori di recessione sono stati in parte ridimensionati e in parte rinviati al prossimo anno. La realtà – ammette – è che determinare un attendibile livello di proiezione degli andamenti delle economie e delle aziende è sempre più complesso. I sistemi classici di previsione sono oggettivamente in crisi. Il grande tema, il grande destabilizzatore, è la Cina. Dopo decenni di traino dell’economia mondiale alcuni pensavano che, dopo il congresso di fine 2022 tutta l’economia cinese avrebbe ripreso a crescere ai ritmi degli anni precedenti, altri vedevano dei timori nelle politiche restrittive annunciate in precedenza, ma non si poteva facilmente comprendere quanto fosse strategia elettorale e quanta reale intenzione di realizzarle.

Non ha indovinato nessuno. Le stesse chiusure prolungate di intere città, a causa della recrudescenza del Covid, hanno reso ancor più difficile capire quali ne potessero essere le conseguenze economiche. Sta di fatto che, a più di metà dell’anno, i dati dell’economia cinese sono deludenti e la locomotiva che aveva così fortemente contribuito a far crescere il mondo per molti anni, stava – e sta – oggettivamente rallentando”.

Per Tip “le prime vittime sono come sempre le società immobiliari, ma gli effetti sull’economia industriale sono rilevanti. Basti vedere quanto sta soffrendo la Germania, in particolare con la diminuzione delle esportazioni di auto. Ora l’interrogativo principale è se un’economia così fortemente pianificata viene lasciata crescere meno o se i vertici del Paese decideranno di darle una scossa”.

Tamburi crede “che la seconda strada sia più probabile se chi governa vuole mantenere un consenso vero e profondo. Ma i più recenti atteggiamenti, come ad esempio quelli verso la Russia, la Corea del Nord o Taiwan, inducono a limitare ogni previsione, in quanto nel 2022 e nel 2023 si è resa ancor più indecifrabile la strategia di fondo, anche economica, del Paese. Se fossero vere le informazioni circolate negli ultimi giorni in merito a contrasti all’interno del Partito Comunista Cinese – aggiunge – il presidente potrebbe dover adottare nuove misure per lo stimolo dell’economia, con effetti positivi a tutti i livelli e in tutti i Paesi. Per cui lì c’è comunque un’incognita, in tutti i sensi”.

E NEL FRATTEMPO INDIA E VIETNAM ACCELERANO

La sorpresa più positiva del 2023 a livello macro è, per contro, spiega Tamburi, “l’accelerazione delle economie indiana e vietnamita, non certo sorprendenti, ma molto utili per mediare i rallentamenti di altri e dare nuovi spiragli per il futuro. Tutto ciò in un quadro generale meglio orientato di quanto si sarebbe potuto immaginare seguendo chi agitava paure, crolli, o quelle crisi sistemiche che per taluni sono sempre dietro l’angolo”.

“SERENITÀ” TRA LE PARTECIPATE

Venendo a mondi più vicini ai nostri, “a parte il forte rallentamento dell’economia tedesca, tutto sta andando meglio delle previsioni e molte aziende – tra cui la quasi totalità delle nostre partecipate – avranno nel 2023 risultati in crescita rispetto al 2022”.

“La grande serenità nelle nostre partecipate, la persistente soddisfazione di essere tutte poco indebitate e infatti i risultati di metà anno appena riportati lo confermano pienamente. Come ormai ripetiamo costantemente il livello di leadership di ognuna di esse continua a essere da una parte una forte barriera verso quelle situazioni di instabilità o di debolezza che caratterizzano società meno affermate, dall’altra consente quelle solidità e affidabilità che sempre nei mercati non così forti servono a mantenere posizionamenti, clientele e margini, senza incrinature. Per cui non vediamo – almeno per noi e per i nostri investimenti – elementi di particolare preoccupazione e confermiamo di intravedere una fine di esercizio più che positiva”, conclude la nota.

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