La joint venture tra Delta Air Lines e Aeromexico si concluderà entro il prossimo primo gennaio, per volontà del governo degli Stati Uniti.
L’amministrazione Trump ha infatti deciso di revocare l’immunità antitrust, garantita dal governo statunitense nel 2016 e che consente alle due compagnie aeree di coordinare le decisioni in materia di programmazione, prezzi e capacità dei voli tra Stati Uniti e Messico, oltre che di condividere i ricavi.
I MOTIVI
L’immunità è stata revocata “a causa dei continui effetti anticoncorrenziali nei mercati tra Stati Uniti e Città del Messico, che offrono un vantaggio sleale a Delta e Aeromexico, in quanto due concorrenti predominanti, e creano un danno reale e potenziale inaccettabile per i consumatori”, secondo il dipartimento dei trasporti statunitense. La minaccia di revocare l’immunità aleggiava già dal 2024, sotto l’amministrazione Biden. I due vettori controllano circa il 60% dei voli passeggeri dall’aeroporto di Città del Messico agli Stati Uniti.
LE REAZIONI
Commentando la notizia, Delta ha espresso delusione e affermato che la decisione “causerà un danno significativo ai posti di lavoro, alle comunità e ai consumatori statunitensi che viaggiano tra gli Stati Uniti e il Messico”. In una dichiarazione simile, Aeromexico ha affermato che la decisione ignora i benefici della joint venture per i consumatori e il turismo. Le due compagnie hanno assicurato che continueranno a offrire voli in code sharing e la condivisione dei programmi fedeltà. Delta manterrà inoltre la sua partecipazione del 20% in Aeromexico.
LE RAGIONI DI WASHINGTON
Già a luglio, gli Stati Uniti avevano minacciato di porre fine all’alleanza strategica tra Delta e Aeromexico come ritorsione per le politiche del governo messicano, che da anni limitano i voli passeggeri e cargo all’aeroporto internazionale Benito Juárez di Città del Messico.
L’obbligo per le compagnie aeree cargo – imposto dal governo nel 2022 – di spostare le operazioni nel nuovo aeroporto internazionale Felipe Angeles, situato a circa 50 chilometri da Città del Messico, violerebbe l’accordo bilaterale sull’aviazione stipulato dai due Paesi (Open Skies agreement), dando un vantaggio sleale alle compagnie aeree nazionali messicane.
Prima che il Messico obbligasse le compagnie aeree a iniziare a utilizzare il Felipe Angeles, tutte le principali compagnie aeree internazionali evitavano l’aeroporto, dato che per raggiungere il trafficato centro di Città del Messico possono volerci due ore e mezza in auto.
LA DIFESA DEL MESSICO
Di fronte alle minacce degli Stati Uniti, a luglio, la presidente messicana, Claudia Sheinbaum, difese il trasferimento delle operazioni da un aeroporto all’altro, dovuto alla necessità di decongestionare il vecchio aeroporto della capitale, senza una volontà di danneggiare le compagnie statunitensi.
Il Messico è la principale destinazione estera per gli americani, con oltre 40 milioni di passeggeri che vi hanno volato, l’anno scorso. Delta e Aeromexico hanno operato oltre 30.000 voli tra Stati Uniti e Messico, nel 2024, secondo la società di analisi del settore aeronautico Cirium.
I RISCHI
Le due compagnie aeree hanno affermato di ritenere che la perdita di voli diretti spingerebbe oltre 140.000 turisti statunitensi e quasi 90.000 turisti messicani a non visitare l’altro Paese, danneggiando le economie di entrambi i Paesi. Nello specifico, l’interruzione dell’accordo interesserebbe circa 24 rotte e rappresenterebbe una perdita fino a 800 milioni di dollari, pari a 687 milioni di euro, in benefici economici bilaterali legati al turismo e all’occupazione, secondo le due compagnie.
Delta e Aeromexico hanno affermato che la loro alleanza non ha impedito ad altre compagnie aeree di competere, nonostante la crescita del loro business. Le compagnie aeree concorrenti, Viva e Volaris, hanno entrambe ampliato le loro operazioni all’aeroporto Benito Juárez, dopo il fallimento di Interjet, sebbene Aeromexico si sia aggiudicata metà dei suoi slot.
La controversia sulle compagnie aeree è solo uno dei fronti della più ampia battaglia commerciale che il presidente Donald Trump ha avviato contro il Messico.


