Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha rilanciato la proposta fatta pochi giorni fa da Michele Zuin, assessore al Bilancio della sua giunta, di alzare il ticket di ingresso giornaliero per la città.
A onor del vero, il primo cittadino già in campagna elettorale aveva promesso di alzare il tetto dell’attuale ticket (che va da 5 a 10 euro), ma rispetto al suo assessore, che ha proposto di innalzarlo fino a 50 euro, si accontenta di arrivare solo fino a 30.
Un “superticket” quello che proposto che solo in alcune giornate, probabilmente quelle da “bollino rosso”, si affiancherebbe alle tariffe già in uso.
Ma c’è un ostacolo nella corsa al rialzo dell’amministrazione della città lagunare: la legge di Bilancio 2019, che aveva istituito l’obbligo del biglietto, stabiliva che questo non poteva superare l’imposta di soggiorno della città, ovvero 10 euro. «Per il momento – ha puntualizzato il primo cittadino all’Ansa – oltre i 10 euro non possiamo andare, ma abbiamo posto la questione a Roma per aumentarlo e credo abbia senso continuare su questa strada. La nostra proposta resta orientativamente quella di arrivare intorno ai 30 euro. Ma non sarebbe una tariffa fissa, bensì il tetto massimo di un importo che sarà raggiunto esclusivamente nelle giornate in cui l’affluenza dei visitatori è massima».
Perciò, Venturini si è già attivato e ha avviato i contatti con il governo, incassando l’apertura del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
Con il superticket più servizi per i turisti
Come più volte detto, la “tassa” voluta dall’amministrazione della città è uno strumento per combattere l’overtourism “mordi e fuggi” e per selezionare i flussi turistici. Ma, per i tanti che si oppongono, anche a livello politico, giudicando anche la misura poco democratica, la soluzione non è servita a niente sul lato della pianificazione e della migliore vivibilità della città per chi la visita e per chi ci vive.
Da quando è entrato in vigore, il biglietto di ingresso (dal 3 aprile 2023 fino al 26 luglio 2026) ha portato nelle casse comunali circa 5,2 milioni di euro, per 680mila euro di voucher staccati.
Un bel tesoretto che potrebbe essere attinto dal Comune, sempre secondo le intenzioni del sindaco, per avviare una serie di agevolazioni per chi paga il ticket, come ottenere sconti per l’ingresso ai musei, per utilizzare servizi igienici o per fare acquisti nei punti vendita del merchandising della città.


