Wef, travel sotto esame. Sorpresa Italia: è nella top 10

Wef, travel sotto esame. Sorpresa Italia: è nella top 10
30 Settembre 07:00 2026

L’Italia entra nella top 10 mondiale delle economie più attrezzate per lo sviluppo del turismo, piazzandosi al decimo posto nel Travel & Tourism Development Index 2026 del World Economic Forum, realizzato in collaborazione con Zurich Insurance Group.

A guidare la classifica è il Giappone, con un punteggio di 5,27, seguito da Stati Uniti (5,23), Spagna (5,22), Australia (5,18) e Francia (5,17). Poi, Germania, Regno Unito, Cina e Svizzera. L’Italia chiude la top ten con 4,93 punti. L’Europa si conferma la regione con le migliori performance, con sei Paesi nelle prime dieci posizioni.

L’indice prende in esame 110 economie attraverso 17 pilastri, valutando non tanto i flussi o la spesa dei turisti, quanto le condizioni che consentono al settore di generare valore nel lungo periodo: infrastrutture, servizi, politiche turistiche, risorse, sostenibilità e contesto economico.

Crescono soprattutto le destinazioni emergenti

Il quadro globale è in miglioramento: tra il 2024 e il 2026, il 92% delle economie analizzate ha aumentato il proprio punteggio, con una crescita media del 2,1%, la più rapida dal 2019.

A correre maggiormente sono però alcune destinazioni emergenti. L’Albania registra il progresso più consistente, +7%, davanti a Vietnam (+6,3%) e Laos (+6,1%). Sette delle dieci economie che migliorano più velocemente si trovano nell’area Asia-Pacifico.

Secondo il report, la vera sfida per molte destinazioni non è più semplicemente far crescere il numero di arrivi, ma governare la crescita, distribuire i flussi nello spazio e durante l’anno e rendere il sistema turistico più resistente alle crisi.

Turismo globale da 11.600 miliardi di dollari

Il travel & tourism vale ormai 11.600 miliardi di dollari e 366 milioni di posti di lavoro, circa uno su nove a livello mondiale. Ma l’aumento dei flussi porta con sé nuove criticità, dalla pressione sui servizi pubblici e sulle abitazioni alla congestione dei trasporti.

C’è poi il nodo dei prezzi: secondo il report, il 75% delle economie è diventato meno accessibile per i viaggiatori, mentre gli investimenti, dal 2022, non sono cresciuti allo stesso ritmo della domanda.

Sempre più rilevante anche il problema del personale. Entro il 2035, il settore potrebbe trovarsi di fronte a una carenza di 43 milioni di lavoratori, con conseguenze sulla capacità delle imprese di sostenere la crescita e mantenere la qualità dei servizi.

La prossima fase dello sviluppo

Il Wef indica quindi cinque direttrici per la prossima fase dello sviluppo turistico: distribuire maggiormente la domanda tra mercati e stagioni, mantenere accessibilità e servizi durante le crisi, competere sulla qualità anziché sul prezzo, aumentare i benefici per le comunità locali e investire sulla forza lavoro.

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