La Spagna prevede di superare, per la prima volta, la soglia dei 100 milioni di turisti stranieri in un anno. Secondo le previsioni del governo di Madrid, il 2026 sarà un altro anno record, dopo i 96,8 milioni registrati nel 2025, già massimo storico e dato in crescita del 3,2% sull’anno precedente.
LE PREVISIONI DEL MINISTRO
Il ministro dell’industria e del turismo, Jordi Hereu, ha presentato le stime per la stagione estiva, che sarà il motore della crescita. Tra giugno e settembre, la Spagna prevede circa 43 milioni di turisti internazionali, il 6% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La spesa prevista è pari a 64 miliardi di euro, con un incremento del 10%, a conferma del peso del turismo nell’economia nazionale. «Probabilmente raggiungeremo i 100 milioni, se questa tendenza continuerà. Sarebbe la naturale conseguenza», ha dichiarato il ministro.
Le previsioni sono state riviste al rialzo, dopo una primavera particolarmente positiva. A maggio, secondo i dati ufficiali, la Spagna ha accolto 10,3 milioni di turisti internazionali, il 9,5% in più rispetto al 2025; nei primi cinque mesi dell’anno, gli arrivi hanno superato quota 36,8 milioni, con una crescita del 5%. La spesa turistica, nello stesso periodo, ha superato i 50 miliardi di euro.
A sostenere la domanda contribuisce anche il contesto geopolitico. Le tensioni in Medio Oriente hanno spinto una parte dei viaggiatori a scegliere destinazioni percepite come più sicure nel Mediterraneo meridionale, tra cui la Spagna. «Tre mesi fa, pensavamo che il conflitto in Medio Oriente potesse rallentare gli arrivi turistici, ma i dati mostrano una notevole resilienza», ha spiegato Hereu.
MADRID PUNTA ALLA DIVERSIFICAZIONE
Accanto alle classiche destinazioni balneari, il governo prevede una crescita significativa anche per le aree interne e rurali. Un contributo arriverà dall’eclissi solare totale del 12 agosto, visibile in un’ampia fascia della Spagna settentrionale e rurale, che ha già fatto aumentare le prenotazioni nelle strutture ricettive dell’entroterra.
Proprio la redistribuzione dei flussi è uno dei punti chiave della strategia spagnola. Il governo punta a valorizzare destinazioni meno conosciute, per alleggerire la pressione sulle località costiere e sulle grandi città, dove negli ultimi anni il sovraffollamento turistico ha alimentato proteste da parte dei residenti, soprattutto per l’impatto su casa, prezzi e servizi.
Hereu ha ribadito che l’obiettivo non è soltanto far aumentare il numero di visitatori, ma governare la crescita, puntando su un turismo di maggiore valore, più sostenibile e meglio distribuito sul territorio.
L’INCOGNITA BARCELLONA
A Barcellona, intanto, si discute dei piani per aumentare la tassa sui passeggeri delle crociere che soggiornano per brevi periodi, che potrebbe indebolire la competitività della città, portare a tagli occupazionali e alla riduzione del numero di turisti, ha avvertito il World Travel & Tourism Council (Wttc).
L’attuale tassa di soggiorno costa ai passeggeri delle crociere da 6 euro a 11 euro al giorno, ma secondo una proposta del consiglio comunale, potrebbe salire a 30 euro al giorno. Le crociere che iniziano o terminano a Barcellona non sarebbero soggette alla tassa, dato che si ritiene che queste traversate abbiano un impatto economico positivo sulla città.
Gloria Guevara, presidente e amministratrice delegato del Wttc, ha affermato che l’aumento potrebbe mettere Barcellona in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ad altri porti del Mediterraneo.


