È nel cuore del Parco archeologico di Kamarina, nella Sicilia sud-orientale, che sta prendendo forma Costa Ragusa, un’avventura imprenditoriale di prima grandezza firmata Mangia’s.
Una nuova destinazione che mette a sistema tre asset complementari: il nuovo Mangia’s Costa Ragusa Borgo, resort 5 stelle full all-inclusive in apertura il 1° luglio; l’Icona’s Costa Ragusa Resort, 5 stelle lusso che aprirà il 1° agosto; il futuro sviluppo del Donnafugata Golf Resort. I sogni e le ambizioni del ceo Marcello Mangia.
Cosa distingue Costa Ragusa da una semplice operazione immobiliare o alberghiera?
«Costa Ragusa non nasce come un progetto immobiliare, bensì come destinazione. La differenza è sostanziale: un hotel offre ospitalità, una meta crea motivazioni di viaggio. Stiamo lavorando per costruire un luogo, in una delle aree più identitarie della Sicilia, capace di attrarre tutto l’anno persone per ragioni diverse: sport, benessere, food, cultura, eventi e natura. L’obiettivo è creare una piattaforma esperienziale che possa essere vissuta in modi differenti da pubblici diversi. Dal golfista al tennista, dal wellness traveller alla famiglia internazionale, fino a chi cerca un’esperienza autentica in Sicilia. Una visione di questa portata richiede investimenti significativi e una prospettiva di lungo periodo. Abbiamo il sostegno di partner finanziari come UniCredit, che hanno condiviso la convinzione sul potenziale inespresso della Sicilia sud- orientale e sulla capacità di Costa Ragusa di diventare una nuova destinazione di riferimento nel panorama turistico internazionale».
Qual è il risultato che tra dieci anni considererebbe un successo?
«Il fatto che Costa Ragusa sia diventata una destinazione riconosciuta a livello internazionale. I numeri sono importanti, ma saranno una conseguenza. La vera ambizione è portare una parte straordinaria della Sicilia al centro delle rotte globali del turismo di qualità. Se riusciremo a creare occupazione stabile, attrarre visitatori tutto l’anno e far sì che Costa Ragusa venga scelta come destinazione e non solo come luogo in cui soggiornare, allora avremo centrato l’obiettivo».
Molti progetti turistici promettono benefici diffusi, ma spesso creano enclavi separate dal territorio. Come evitare che Costa Ragusa resti un’isola per pochi privilegiati?
«Credo che questo rischio esista quando si concepisce il turismo come qualcosa che si sviluppa all’interno di un perimetro. Noi stiamo facendo l’opposto. Costa Ragusa è stata pensata come una porta di accesso al territorio. L’ospitalità è solo una delle componenti di un ecosistema più ampio che coinvolge cultura, sport, enogastronomia, imprese locali e patrimonio naturale. La nostra ambizione non è trattenere l’ospite all’interno di una struttura, ma offrirgli continuamente motivi per scoprire ciò che esiste intorno».
Quanti posti di lavoro prevedete di creare nei prossimi cinque anni?
«A oggi il progetto genera circa 300 posti di lavoro diretti nelle attività di sviluppo, preparazione e gestione delle strutture. A regime prevediamo di superare le 600 unità dirette, considerando Costa Ragusa, Donnafugata Resort e l’offerta golfistica collegata. Ma il dato che considero più importante è un altro: la capacità di creare occupazione qualificata e duratura in un territorio che possiede un enorme potenziale di crescita».
Qual è la vostra definizione di lusso siciliano?
«Per noi il lusso è autenticità. Per anni è stato associato all’esclusività e all’ostentazione. Oggi i viaggiatori più evoluti cercano qualcosa di diverso: connessione, identità e significato. Il vero lusso è vivere una destinazione in modo autentico, con servizi capaci di anticipare i bisogni dell’ospite e con esperienze costruite intorno alle sue passioni. In Sicilia questo assume una dimensione unica. Significa entrare in contatto con una cultura millenaria, con una gastronomia straordinaria, paesaggi che non hanno eguali e un patrimonio umano che è uno dei grandi valori dell’isola. Significa sentirsi parte di un luogo, non semplicemente visitarlo».
Che tipo di clientela estera volete attrarre e da quali mercati vi aspettate la crescita maggiore?
«Vogliamo attrarre viaggiatori che scelgono una meta per ciò che rappresenta e non solo per ciò che offre: luxury traveller, famiglie internazionali, wellness traveller, appassionati di sport, clientela Mice e ospiti che cercano esperienze autentiche e personalizzate. Dal punto di vista geografico continuiamo a vedere segnali molto positivi da Usa, Uk e Nord Europa. Sono mercati che stanno premiando sempre di più destinazioni percepite come autentiche, sicure e meno colpite dall’overtourism».
Cosa differenzierà l’offerta turistica di Costa Ragusa dai resort in Grecia, Baleari o Croazia?
«Non stiamo cercando di costruire una versione migliore di qualcosa che già esiste. La Sicilia gioca una partita diversa. Pochi luoghi al mondo riescono a concentrare nello stesso territorio un patrimonio archeologico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico così ricco e riconoscibile. Dalla Val di Noto alle testimonianze della Magna Grecia, esiste una stratificazione culturale che non può essere replicata. Costa Ragusa nasce per valorizzare questa unicità».
Come interverrete sul deficit di collegamenti e infrastrutture di cui soffre la Sicilia?
«Credo molto nella capacità degli investimenti di generare trasformazione. Quando un territorio attrae progetti di lungo periodo, crea occupazione e genera nuova domanda internazionale, si innesca un circolo virtuoso che coinvolge anche infrastrutture e servizi. In questo percorso sarà fondamentale il contributo delle istituzioni, a partire dal rafforzamento del ruolo dell’aeroporto di Comiso e dal miglioramento dei collegamenti con le principali città europee. Allo stesso tempo, l’aeroporto di Catania continuerà a rappresentare uno snodo fondamentale per l’accesso dei flussi internazionali. Costa Ragusa può diventare acceleratore di sviluppo per l’intero territorio»
Costa Ragusa sarà attiva tutto l’anno: come vi assicurerete presenze anche fuori stagione?
«La nostra ambizione non è allungare la stagione, ma superare il concetto stesso di stagionalità. Per questo abbiamo costruito un modello che integra sport, wellness, golf, gastronomia, eventi e cultura. I 14 campi da tennis in terra rossa, il golf, la partnership con The Longevity Suite e l’offerta esperienziale del territorio sono asset pensati per attrarre domanda durante tutto l’anno. Nel Mangia’s Costa Ragusa Borgo, inoltre, stiamo sviluppando un’offerta family premium in partnership con Worldwide Kids. L’obiettivo è offrire un’esperienza di alto livello per tutta la famiglia, con programmi qualificati per bambini e ragazzi che permettano di ampliare ulteriormente i segmenti di domanda intercettabili dalla destinazione. Il futuro del turismo si gioca sulla capacità di generare motivazioni di viaggio 12 mesi l’anno».
Quale impegno siete pronti ad assumervi per valorizzare il territorio e generare benessere?
«La nostra responsabilità non si esaurisce nelle opere che realizziamo. Vogliamo costruire una filiera che coinvolga imprese locali, produttori, operatori culturali, realtà sportive, ristoranti, musei e attività del territorio. E gli investitori, soprattutto quelli internazionali, non dovrebbero partire da Costa Ragusa, bensì dalla Sicilia perché possiede tutto ciò che un viaggiatore contemporaneo ricerca: autenticità, cultura, gastronomia, paesaggi straordinari, qualità della vita e un’identità unica».
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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