easyJet respinge gli azzurri paralimpici. Indagine Enac

easyJet respinge gli azzurri paralimpici. Indagine Enac
21 Luglio 11:58 2026

C’è spazio solo per cinque carrozzine. Si sono sentiti rispondere così gli atleti della nazionale italiana paralimpica di powerchair football della Fipps, ai quali è stato negato l’imbarco su un volo easyJet in partenza da Roma Fiumicino e diretto a Glasgow. In Scozia gli azzurri avrebbero dovuto prendere parte a un torneo internazionale, in preparazione ai prossimi Campionati del Mondo in Argentina. E l’Enac indaga.

Secondo la ricostruzione del Comitato italiano paralimpico, easyJet aveva autorizzato da aprile il trasporto dei sei atleti, delle carrozzine per la mobilità quotidiana e di quelle da gioco. Al gate, però, la compagnia avrebbe comunicato di poter imbarcare soltanto cinque carrozzine, proponendo di dividere la squadra e di spedire gli ausili sportivi su un altro volo diretto a Edimburgo. Una soluzione respinta dalla Federazione.

La notizia ha fatto il giro del web alla velocità della luce e la low cost britannica – che si è prontamente scusata e ha “aperto un’indagine interna per ricostruire l’accaduto” – si è trovata nel bel mezzo di una turbolenza assai complicata da domare.

Il Cip, infatti, ha annunciato un’azione legale e una denuncia per danni per oltre 20mila euro. Quindi la diffusione di una nota ufficiale durissima: “Un fatto gravissimo, lesivo della dignità personale dei nostri atleti e dei valori primari dello sport in generale e paralimpico in particolare. Nonostante la conferma iniziale e una successiva comunicazione via Pec inviata dalla Federazione prima della partenza per scongiurare qualsiasi disguido logistico, la squadra si è trovata di fronte a un muro ideologico e organizzativo al gate di imbarco”.

«Siamo stati costretti a rinunciare a un torneo fondamentale», ha sottolineato il capitano della squadra italiana.

Il caso è arrivato ai piani alti del governo, tanto che la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha parlato di un «episodio gravissimo e inaccettabile». Per il ministro per lo sport, Andrea Abodi, si tratta di «un fatto inconcepibile e inaccettabile».

Anche l’Enac ha avviato un’indagine, chiedendo spiegazioni a easyJet: “Enac ha contattato la compagnia, che ha assicurato l’invio, nel più breve tempo possibile, di una relazione dettagliata sull’accaduto. Al contempo, l’Enac ha avviato un’indagine per verificare le eventuali inadempienze e cosa non abbia funzionato nella procedura di prenotazione delle assistenze e nella comunicazione inviata a easyJet in merito agli ausili alla mobilità da imbarcare. Questo al fine di verificare eventuali responsabilità del vettore e avviare l’iter sanzionatorio nel caso in cui siano accertate violazioni del Regolamento comunitario che tutela il diritto alla mobilità dei passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta nel trasporto aereo”.

«Il diritto alla mobilità deve essere garantito a tutti i passeggeri, nessuno escluso – ha osservato il presidente Enac, Pierluigi Di Palma – Il pieno rispetto del Regolamento comunitario a tutela dei Prm rappresenta un obbligo imprescindibile per tutti i vettori. Qualora emergessero violazioni da parte di easyJet, siamo pronti ad adottare i provvedimenti di competenza, comprese le sanzioni previste dalla normativa vigente».

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