Volotea non riesce ancora a riportare in utile il risultato netto. La compagnia aerea spagnola ha chiuso il 2025 con una perdita di 64 milioni di euro, in aumento del 39% rispetto ai 46 milioni persi nell’esercizio precedente.
Si tratta del settimo anno consecutivo in rosso per il vettore specializzato nei collegamenti tra città europee di piccole e medie dimensioni. L’ultimo bilancio positivo risale infatti al 2018. Sommando i risultati comunicati dal 2019 al 2025, le perdite accumulate dalla compagnia superano i 560 milioni di euro.
Il peggioramento del risultato netto contrasta però con l’andamento dell’attività industriale. Nel 2025, Volotea ha infatti registrato ricavi record per 818 milioni di euro, in crescita dello 0,8% sull’anno precedente, mentre il risultato operativo è aumentato del 41%, raggiungendo i 47,4 milioni. Le cifre definitive risultano tuttavia inferiori alle previsioni diffuse dalla compagnia nell’ottobre scorso, quando Volotea stimava ricavi per circa 840 milioni di euro e un Ebit compreso tra 70 e 80 milioni.
Tra il 2023 e il 2025, secondo Volotea, i ricavi sono aumentati di circa il 18%, passando da 694 a 818 milioni di euro, mentre il margine Ebitda è salito dal 14% al 20% del fatturato. «I ricavi raggiunti e il miglioramento del risultato operativo riflettono i progressi compiuti dal business nel corso del 2025, sostenuti da una gestione più efficiente, da una solida attività operativa e dall’impegno di tutta la compagnia», ha dichiarato Carlos Muñoz, fondatore e ceo.
TRAFFICO STABILE, PUNTUALITÀ IN CRESCITA
Nel corso del 2025, Volotea ha trasportato circa 11,3 milioni di passeggeri, lo 0,8% in meno rispetto all’anno precedente, operando approssimativamente 74mila voli con un load factor del 90%. Sono migliorati, invece, gli indicatori relativi alla regolarità operativa. La puntualità entro 15 minuti è salita di quattro punti, raggiungendo il 79%, mentre il completion factor, vale a dire la percentuale di voli programmati effettivamente operati, si è attestato al 99,7%. Secondo i dati Cirium citati dalla compagnia, si tratterebbe del valore più elevato tra le low cost europee.
L’Italia resta uno dei mercati principali del vettore: nel 2025, Volotea ha operato nel Paese circa 24.500 voli, trasportando 3,8 milioni di passeggeri. Il coefficiente di riempimento ha raggiunto il 90%, mentre la puntualità è migliorata di quasi nove punti, arrivando al 73%.
IL RAFFORZAMENTO DEL CAPITALE
Sul fronte finanziario, Volotea ha completato – lo scorso marzo – il piano di rafforzamento patrimoniale avviato nel 2024, raccogliendo complessivamente 71 milioni di euro, rispetto ai 100 milioni inizialmente ipotizzati. Muñoz ha spiegato che Volotea sta lavorando a un nuovo piano strategico, con l’obiettivo di «rafforzare la struttura finanziaria e consolidare una crescita sostenibile», in uno scenario caratterizzato anche dall’aumento delle tensioni geopolitiche e dei costi per il settore aereo.
CAPACITÀ IN AUMENTO
Nonostante il risultato netto negativo, Volotea prevede di proseguire il proprio sviluppo. Nel 2026, il vettore punta a offrire circa 13 milioni di posti, il 7% in più rispetto al 2025, operando approssimativamente 430 rotte in Europa.
La compagnia aveva precedentemente indicato un obiettivo più elevato, vicino ai 14 milioni di posti, insieme all’ingresso di nuovi aeromobili e all’ampliamento della flotta fino a 45-46 velivoli.
La strategia continuerà a concentrarsi sui collegamenti diretti tra aeroporti regionali e città di medie dimensioni, con un ulteriore rafforzamento in Francia, Italia e Spagna.


