Ana Holdings ha aperto l’esercizio finanziario 2026 con ricavi operativi pari a 672,7 miliardi di yen, circa 3,6 miliardi di euro, il livello più alto mai raggiunto dal gruppo in un primo trimestre. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalle attività di trasporto aereo e dal consolidamento di Nippon Cargo Airlines (Nca).
Nel periodo compreso tra aprile e giugno, i ricavi del trasporto passeggeri internazionale sono aumentati del 20% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. A sostenere i risultati sono state la domanda inbound verso il Giappone e la ripresa dei viaggi internazionali in partenza dal mercato giapponese.
Ancora più marcato l’incremento del cargo internazionale, i cui ricavi sono saliti a 2,6 volte quelli dell’anno precedente. La compagnia ha beneficiato dell’ottimizzazione congiunta dei network di Ana e Nippon Cargo Airlines e della crescente domanda di trasporto di semiconduttori, processori, server e altre apparecchiature destinate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Un segmento che sta assumendo un peso crescente nel cargo asiatico, grazie all’elevato valore e alla necessità di consegne rapide delle merci trasportate.
L’utile operativo si è attestato a 20,7 miliardi di yen, circa 110 milioni di euro. L’aumento dei ricavi ha permesso di assorbire buona parte della crescita dei costi, legata soprattutto al carburante, anche attraverso l’impiego di sistemi di tariffazione dinamica.
Il rafforzamento del lungo raggio e del cargo rappresenta uno degli assi principali della strategia di Ana Holdings. Il gruppo punta a incrementare del 30%, entro il 2030, sia le attività passeggeri internazionali sia quelle merci, facendo leva sull’integrazione di Nca e sull’espansione dell’aeroporto di Narita. Per l’intero esercizio, Ana prevede ricavi record per 2.770 miliardi di yen, mentre resta alta l’attenzione sull’andamento dei prezzi del carburante e sulle tensioni geopolitiche.


