Sos spazio aereo russo

Sos spazio aereo russo
04 Settembre 10:53 2026

Chi è più “fuori tempo”? L’Icao – l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile con sede a Montreal – che invoca un rafforzamento della sicurezza sui cieli russi? O il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che chiede la chiusura dello «spazio aereo russo ormai insicuro».

Perché è vero che gli appelli sono legati alla stretta attualità del conflitto russo-ucraino, ma la situazione, di fatto, è cristallizzata da quattro anni.

E allora, mentre Mosca respinge l’allarme e minimizza i rischi («Terrorismo di Stato», ha liquidato la faccenda Vladimir Putin), riportiamo le lancette dell’orologio al 2022, quando l’Unione europea e altri Paesi hanno chiuso il proprio spazio aereo ai vettori della Russia, che ovviamente ha ricambiato il divieto.

Insomma, a oggi, 4 settembre 2026, nessuna sostanziale novità. Senza dimenticare che gli sforzi diplomatici per far cessare la guerra, con la mediazione degli Stati Uniti, si sono arenati con l’escalation bellica nel Golfo. Dove gli Usa sono attori principali.

Parola all’Icao

Sta di fatto che mercoledì 2 settembre l’agenzia delle Nazioni Unite si è rivolta a tutti i Paesi membri, invitandoli “ad adottare tutte le misure appropriate”, chiedendo “un maggiore impegno per proteggere gli aeromobili civili dai rischi derivanti dalle zone di conflitto”.

Secondo l’Icao, “il rischio che gli aerei civili vengano presi di mira o coinvolti in scontri a fuoco è in aumento“. L’appello non menziona alcun Paese in particolare, ma arriva lo stesso giorno in cui l’agenzia è stata ufficialmente informata dall’Ucraina che lo spazio aereo russo “non è sicuro“.

«Sta diventando estremamente pericoloso a causa dei droni – ha fatto sapere Zelensky  – L’Ucraina non vuole che vengano perse vite innocenti. Per questo. anche se l’aviazione civile non è mai stata presa di mira, vogliamo avvertire ogni compagnia che utilizza lo spazio aereo russo, ogni assicuratore e chiunque utilizzi ancora i principali aeroporti della Russia».

Ma quali compagnie sorvolano ancora lo spazio aereo di Mosca?

Chi vola ancora nei cieli russi?

Dall’invasione russa dell’Ucraina, 2022, Unione Europea, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Svizzera, Giappone e altri Paesi hanno chiuso i cieli a Mosca, che li ha ripagati immediatamente con la stessa moneta.

Cina e Turchia, però, non hanno aderito alle sanzioni internazionali nei confronti della Russia  e continuano a operare senza cambiare spartito. Non solo ragioni politiche dietro la scelta, ma anche risparmio di tempo e jet fuel, soprattutto quando si tratta di raggiungere Pechino. E non mancano i pezzi da 90, da Uzbekistan Airways a Emirates e Turkish Airlines.

Tra settembre 2024 e agosto 2025, ad esempio, Uzbekistan Airways, con 1.401.985 posti su 7.434 voli, era la compagnia non russa che più di tutte aveva sfruttato i corridoi della Federazione.

Quindi Turkish Airlines (1.115.521 posti, 5.323 voli), Flydubai (775.858 e 4.665), Emirates, Belavia, Azerbaijan Airlines, China Eastern, Avia Traffic Company, Pegasus Airlines e Air China, decima con 288.535 posti su 985 voli.

In Europa, oltre a Turkish, Air Serbia è l’unico vettore che continua a offrire voli da e per la Russia.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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