Non è ancora tornata alla normalità l’operatività negli aeroporti britannici, dopo il grave guasto ai sistemi di controllo del traffico aereo che ieri, martedì 8 settembre, ha provocato la cancellazione di circa 1.300 voli. Per oggi, mercoledì 9 settembre, sono attesi nuovi ritardi e cancellazioni, conseguenza del pesante effetto domino lasciato dall’interruzione.
Secondo i dati di Flightradar24, nelle prime ore della giornata risultavano già 177 voli cancellati, la grande maggioranza a Londra Heathrow. Gli aeroporti hanno invitato i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo prima di mettersi in viaggio verso i terminal.
Cosa è successo
Il problema tecnico che ha paralizzato parte del sistema britannico è stato individuato nel flight data processing system di Nats, il fornitore dei servizi di controllo del traffico aereo del Regno Unito. Il malfunzionamento è iniziato intorno alle 13 di ieri e ha fortemente limitato la capacità di gestire le partenze. Nats ha comunicato di aver individuato e risolto il problema intorno alle 16:40, ma per il ritorno alla piena operatività c’è ancora da attendere.
Il bilancio della giornata è stato pesantissimo. Circa 1.300 voli da e per gli aeroporti britannici sono stati cancellati e centinaia di altri voli hanno accumulato ritardi. Le conseguenze hanno interessato soprattutto Heathrow e Gatwick, ma anche Manchester, Stansted, Birmingham e London City, propagandosi rapidamente anche al resto della rete europea.
Nel momento più critico, Heathrow ha sospeso gli arrivi, mentre diversi aerei diretti verso il principale hub londinese sono stati tenuti fermi negli aeroporti di partenza oppure dirottati. British Airways ha dichiarato di essere stata costretta a cancellare o deviare oltre 100 voli nel solo pomeriggio, con decine di migliaia di passeggeri coinvolti. Anche easyJet, Ryanair e numerosi altri vettori europei hanno subito pesanti ripercussioni.
Una volta ripristinato il sistema, il problema si è infatti spostato sulla ricostruzione degli operativi: velivoli ed equipaggi si trovavano negli aeroporti sbagliati, mentre migliaia di passeggeri dovevano essere riprogrammati sui voli successivi. È proprio questo effetto a spiegare perché le cancellazioni continuino anche oggi.
Le polemiche
Il guasto ha immediatamente riacceso le polemiche sull’affidabilità del sistema britannico di controllo del traffico aereo. Ryanair ha chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato di Nats, Martin Rolfe, mentre Wizz Air ha invocato una riforma urgente dell’organizzazione. La Civil Aviation Authority ha chiesto a Nats un rapporto completo sull’incidente per valutare eventuali ulteriori interventi.
Il tema è particolarmente sensibile, perché non si tratta del primo grave episodio degli ultimi anni. Nel 2023, un altro problema informatico di Nats aveva provocato migliaia di cancellazioni e coinvolto centinaia di migliaia di viaggiatori, dando origine a una revisione delle procedure e dei sistemi di emergenza.
La ministra britannica dei Trasporti, Heidi Alexander, ha chiesto chiarimenti ai vertici di Nats e assicurato che dall’incidente dovranno essere tratte le necessarie lezioni. Per il momento, però, la priorità resta riportare la rete alla normalità: un processo che potrebbe richiedere ancora tempo, con ulteriori modifiche agli operativi nel corso della giornata.
Le conseguenze hanno raggiunto anche l’Italia, soprattutto sui numerosi collegamenti con gli aeroporti londinesi. A Fiumicino, tra i voli cancellati figura il British Airways BA550 da Heathrow, previsto ieri sera nella capitale. Particolarmente esposti anche i collegamenti con Milano Linate, dove British Airways opera fino a sette frequenze giornaliere verso Heathrow, oltre alle rotte britanniche da Bologna, Venezia, Napoli e altri scali italiani. Non è ancora disponibile, tuttavia, un dato complessivo sulle cancellazioni che hanno interessato il mercato italiano.


