Il governo maldiviano va verso l’abolizione della nuova Tgst (Tourism goods and services tax). La decisione arriva in seguito alle accese proteste degli operatori turistici stranieri e delle associazioni (comprese quelle del turismo organizzato italiano) contro la decisione di introdurre la nuova imposta che ha portato al 17% la tassazione sui margini realizzati dai tour operator stranieri sulla vendita di servizi turistici alle Maldive.
Proteste che avevano già convinto il governo a fare una mezza retromarcia, facendone slittare dal primo ottobre ad aprile la sua applicazione.
Un’entrata fiscale teorica di quasi 100 milioni di euro
Ratificata dal presidente Mohamed Muizzu il 31 agosto, la riforma imponeva alle agenzie di viaggi, ai tour operator e alle piattaforme di prenotazione straniere senza sede permanente nelle isole di registrarsi presso l’amministrazione fiscale locale e di pagare una tassa del 17% sui margini realizzati grazie alla commercializzazione di servizi turistici, in particolare alloggi ed escursioni.
Secondo Sun Online, uno dei principali media di informazione delle Maldive, il governo ha stimato che questa misura avrebbe generato circa 92 milioni di euro, di entrate fiscali aggiuntive all’anno.
Il testo deve ancora essere adottato dal Parlamento
La soppressione prevista è stata accolta con favore da diverse organizzazioni professionali, tra cui la Federazione tedesca dei viaggi (Drv) e l’associazione britannica Abta. Entrambe richiedono ora un rapido chiarimento del quadro giuridico.
Il progetto di legge prevede il rimborso delle tasse già riscosse dagli operatori interessati dal 1° ottobre. L’abolizione della Tgst rimane sempre condizionata al completamento della procedura legislativa. Il testo, attualmente in discussione, deve ancora essere adottato dal Parlamento, ratificato dal presidente e pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Maldive. Nel frattempo, l’attuale quadro giuridico rimane applicabile, fanno sapere i media locali.
Di fatto un’applicazione troppo complessa
La contestazione della tassa non si è limitata alle organizzazioni europee. Alle Maldive, la Maldives Association of Travel Agents and Tour Operators (Matato) ha denunciato la misura che, a suo avviso, non teneva sufficientemente conto della complessità dei circuiti di distribuzione turistica internazionali.
Le prenotazioni possono infatti passare anche attraverso diversi intermediari, dalle agenzie di viaggi ai tour operator, passando per le piattaforme di prenotazione. La Matato ritiene che questa organizzazione renda l’applicazione della nuova tassazione particolarmente complessa aumentando le difficoltà operative delle agenzie locali.
L’associazione ha anche messo in guardia il governo sul possibile rischio di un ritiro della promozione delle Maldive da parte dei professionisti stranieri, a beneficio di destinazioni concorrenti. Anche le piccole e medie agenzie maldiviane potrebbero soffrire di questa situazione, a causa della loro forte dipendenza dai loro partner internazionali.
L’arcipelago ha accolto 2,25 milioni di turisti nel 2025, un record storico, in aumento del 9,8% rispetto al 2024, circa 150mila i turisti italiani.
«Il turismo resta la porta d’ingresso della nostra economia e la principale fonte di valuta estera», ha dichiarato il presidente della Repubblica, Mohamed Muizzu.


