Così la Tunisia si reinventa: il messaggio di Jatlaoui al trade

Così la Tunisia si reinventa: il messaggio di Jatlaoui al trade
27 Ottobre 12:27 2026

Per la Tunisia l’offerta mare è diventato un abito troppo stretto: la destinazione vuole uscire dall’immagine sole e spiaggia e scommette su cultura, eventi, benessere e soprattutto destagionalizzazione.

Karim Jatlaoui, direttore in Italia dell’Ente nazionale tunisino per il turismo (Ontt), al Ttg Travel Experience di Rimini, ha confermato: «L’estate 2026 si è chiusa con un +5% sul 2025, che è un successo in un periodo difficile come questo».

Il risultato è stato raggiunto nonostante un contesto internazionale segnato dall’incertezza e da un meteo non sempre favorevole. «Ma il dato interessante è però che sono sempre di più gli italiani che vengono fuori stagione, perciò sono sicuro che, senza gli eventi negativi dell’anno, la crescita avrebbe potuto sfiorare il 20%».

Il Paese in totale nel 2025 ha superato gli 11 milioni di visitatori, oltrepassando i livelli del 2019, con 29,1 milioni di pernottamenti, in crescita del 7,2 per cento, e ricavi turistici pari a circa 2,4 miliardi di euro, il 6,5 per cento in più rispetto all’anno precedente. La crescita è proseguita nel 2026: a fine agosto gli arrivi erano circa 7,1 milioni, per circa 1,65 miliardi di euro, con un aumento del 5%.

Il mercato italiano con 200mila arrivi è il quarto bacino europeo per la destinazione, dopo Francia, Germania e Gran Bretagna, e ha già superato i livelli pre-Covid del 2019.

Alta stagione, disponibilità al limite

Il nodo, per il trade, è la disponibilità alberghiera nei classici mesi estivi preferiti dagli italiani. «Gli operatori italiani cercano un prodotto soprattutto per l’alta stagione, ma noi non abbiamo più modo di accrescere la nostra capacità – ha sottolineato Jatlaoui – I nostri tour operator hanno già aumentato del 20% la disponibilità di letti ed è in atto una ristrutturazione di molte strutture ricettive che devono essere svecchiate un po’ e crescere di livello».

La scelta, necessaria, a questo punto di puntare anche su altri mesi, da ottobre a maggio, ha premiato il Paese e le presenze sono cresciute nel periodo di quasi il 20%. Il segmento fuori stagione è trainato soprattutto dai gruppi, ma cresce, molto anche il turismo sportivo con l’offerta di tornei, maratone nel deserto, bike tour, rally e turismo attivo.

Ad oggi, il leisure balneare classico pesa ancora per circa il 60% della domanda italiana. Il turismo culturale vale intorno al 20%, mentre il resto è ancora di nicchia ma in crescita per numeri e qualità grazie ad un’offerta agenziale che sta inserendo in catalogo circuiti culturali slegati dal mare.

Dai siti Unesco alle maisons d’hôtes

La strategia è far conoscere una Tunisia più autentica e intercettare anche una clientela alto spendente a cui proporre viaggi esperienziali, autenticità e scoperta di territori fuori dai circuiti più conosciuti.

A cominciare da un soggiorno alla scoperta del patrimonio Unesco con il Dahar, nel sud del Paese, da poco riconosciuto Dahar Unesco Global Geopark. Il primo della Tunisia e il terzo in Africa. Canyon, ksour, abitazioni trogloditiche, antichi sistemi idrici e frantoi tradizionali lo rendono adatto a itinerari che uniscono trekking, archeologia e incontro con le comunità locali. Grazie alla vicinanza con Djerba, si presta anche a combinazioni mare più entroterra.

Il 2026 ha portato inoltre anche l’iscrizione di Sidi Bou Saïd nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Il villaggio bianco e blu viene così riconosciuto come luogo di cultura e spiritualità, cresciuto attorno al mausoleo dell’omonimo santo sufi, e non solo come icona fotografica.

Un soggiorno nelle maisons d’hôtes, piccole strutture dall’architettura tradizionale in cui si vive quasi a contatto con le famiglie tunisine, è un’altra opportunità per scoprire il Paese attraverso anche la sua cucina di cui gli ospiti condividono con i locali segreti e riti.

«La vicinanza con l’Italia consente di raggiungere il Paese anche solo per un lungo weekend da vivere per esempio all’insegna del benessere, con soggiorni dedicati alla talassoterapia e alla spa in strutture nel deserto, che offrono paesaggi unici e indimenticabili, oppure per una vacanza più attiva, abbiamo l’offerta di escursioni e soggiorni in tenda nel deserto, dalle più semplici e quelle di lusso», aggiunge il direttore.

Il 2027, anno di eventi

Il prossimo anno offrirà nuove motivazioni di viaggio. Tunisi sarà Capitale araba della cultura 2027, con un programma di eventi che coprirà tutto l’anno e metterà in rete Medina, Cartagine e Sidi Bou Saïd.

Il 2 agosto la fascia di totalità dell’eclissi solare attraverserà il Paese: è la prima eclissi totale visibile dalla Tunisia dal 1905, e sta già generando richieste con largo anticipo.

Sul fronte promozione, l’ente sta organizzando viaggi stampa, fam trip, workshop e webinar tematici, in particolare anche per il Mice, con eventi a Milano.

L'Autore

Carla Villani
Carla Villani

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