Af-Klm: segnali positivi, ma resta il nodo carburante

Af-Klm: segnali positivi, ma resta il nodo carburante
04 Maggio 14:56 2026

Air France-Klm ha chiuso il primo trimestre con segnali operativi incoraggianti, ma il vero nodo per i prossimi mesi resta il carburante. Il gruppo franco-olandese ha archiviato il periodo gennaio-marzo con ricavi in crescita del 4,4% a 7,5 miliardi di euro, e una perdita operativa ridotta a 27 milioni di euro, in miglioramento di 301 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un risultato migliore delle attese, sostenuto dalla tenuta della domanda, dal traffico passeggeri e da un load factor salito all’86,3%.

BENE I CONTI. MA L’OUTLOOK?

Dietro il miglioramento dei conti, però, si profila una seconda parte dell’anno molto più complessa. Air France-Klm ha infatti rivisto al ribasso la guidance sulla capacità 2026, ora attesa in crescita tra il 2% e il 4%, contro il precedente range del 3-5%. La ragione principale è l’impennata del costo del jet fuel, legata alle tensioni in Medio Oriente e alla volatilità dei mercati energetici. Il gruppo prevede per l’intero esercizio una bolletta carburante da 9,3 miliardi di dollari, con un incremento di 2,4 miliardi rispetto al 2025. Solo nel secondo trimestre, l’impatto atteso è pari a 1,1 miliardi di dollari.

Il dato è particolarmente rilevante per il settore travel perché arriva in una fase in cui la domanda resta positiva, ma i margini delle compagnie aeree sono nuovamente sotto pressione. Air France-Klm ha beneficiato, nel primo trimestre, di prenotazioni solide e di una buona performance del network passeggeri, ma il rincaro del carburante non è ancora pienamente riflesso nei conti appena pubblicati. Come ha spiegato il ceo, Benjamin Smith, «l’aumento dei prezzi del carburante non è ancora visibile nei risultati presentati oggi, ma peserà sui prossimi trimestri».

COME DISTRICARSI NELL’EMERGENZA HORMUZ

Per il mercato, il messaggio è chiaro: la crescita della capacità sarà più selettiva e la disciplina sui costi tornerà centrale, in attesa di una soluzione alla crisi dello Stretto di Hormuz. La compagnia dispone di coperture finanziarie sul carburante, ma queste attenuano solo in parte l’effetto del rialzo. Il contesto potrebbe quindi tradursi in una maggiore prudenza nell’apertura di frequenze, soprattutto sul lungo raggio, e in una gestione più dinamica delle tariffe.

Dal punto di vista della distribuzione e degli operatori turistici, il rischio è duplice: da un lato, una possibile pressione sui prezzi dei biglietti; dall’altro, una minore elasticità dell’offerta aerea nei mesi di picco. Per tour operator, Tmc e agenzie specializzate nel business travel, la trimestrale di Air France-Klm conferma quindi uno scenario in cui la domanda non manca, ma il costo dell’energia torna a essere il principale fattore di incertezza per la programmazione.

Il gruppo resta comunque in una posizione migliore rispetto a un anno fa, grazie al recupero della redditività operativa, al rafforzamento del traffico e a un posizionamento premium che aiuta a difendere i ricavi unitari. Ma la traiettoria del 2026 dipenderà sempre più dall’evoluzione del prezzo del jet fuel.

  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore