Air France-Klm, svolta green: «Il Saf salverà il trasporto aereo»

01 Giugno 13:07 2023 Stampa questo articolo

Rinnovare le flotte è l’attività strategica per ridurre l’impatto ambientale dell’aviazione, ma deve essere accompagnato dall’aumento di produzione del Saf (Sustainable Aviation Fuel) e da un minor carico di imposte sulle compagnie aeree. È questa la ricetta di Benjamin Smith, ceo di Air France-Klm, in apertura della Saf Masterclass, l’evento corporate di dibattito e confronto sugli investimenti mirati alla decarbonizzazione promosso dal Gruppo franco-olandese.

«Il nostro obiettivo è ridurre l’impatto di CO2 del 50% entro il 2024 in Francia e del 30% nella nostra intera rete entro il 2030 –ha detto il manager – Stiamo investendo due miliardi di euro all’anno in nuovi aeromobili: questa è la prima leva del nostro progetto Destination Sustainability, ma aumentare le tasse sul trasporto aereo diventa controproducente rispetto ai nostri sforzi».

Il fattore produzione e prezzo

L’altra grande sfida, però, è disporre di quantità elevate di Saf a un prezzo conveniente. Lo scorso anno, il gruppo Air France-Klm ha aumentato la quota di Saf nel carburante utilizzato per le sue operazioni allo 0,6%. «Può sembrare una quantità modesta, ma rappresenta il 17% della produzione globale di carburante sostenibile; mentre in totale utilizziamo solo il 3% della produzione globale di jet fuel», ha rimarcato Smith.

Il Gruppo mira ad aumentare la quota di Saf fino al 2% del totale del carburante nel 2025 e raggiungere il 10% entro il 2030. «Dobbiamo incoraggiare la produzione di Saf, ma è importante che il costo di produzione e di vendita non subisca troppe distorsioni e che il prezzo inizi a scendere. Questo è possibile solo attraverso un lavoro di sinergia e collaborazione tra tutti gli attori nel campo dell’aviation», sostiene il manager.

Il vantaggio di investire nel Saf, inoltre, è dato dal fatto che i motori prodotti oggi sono già in grado di funzionare con una miscela composta al 50% di Saf. «La tecnologia esiste già e siamo molto vicini alla possibilità di operare al 100% con carburante sostenibile. Ora è necessario aumentare le produzione e avvicinare le sedi di stoccaggio e distribuzione alle infrastrutture aeroportuali», ha concluso l’amministratore delegato del gruppo.

I limiti degli aerei elettrici e idrogeno

Secondo Antoine Laborde, director fuel procurement di Air France-Klm, «il Gruppo acquista Saf lì dove vola, ma preferiamo che questo sia quanto più vicino ai nostri mercati nazionali. Il 50% della produzione, infatti, si concentra vicino le nostre basi di Parigi e Amsterdam. Gli aerei elettrici, ad oggi, sono utili solo sul corto raggio a causa della capacità limitata delle batterie e del loro eccessivo peso a bordo. La propulsione a idrogeno è una tecnologia ancora in fase di sviluppo e sarà utile per i voli a medio raggio a causa del grande serbatoio. Per le lunghe distanze, non c’è alternativa al Saf».

Resta sul tavolo il fattore economico, come evidenziato anche da Anne Rigail, ceo di Air France. «Il prezzo del carburante sostenibile fluttua per un valore dalle quattro alle otto volte più caro del cherosene. Questo precipita sul prezzo dei biglietti aerei con un volo su New York che può costare fino a 130 euro in più. Con l’introduzione delle norme europee che obbligano a utilizzare determinate percentuali di Saf, se il prezzo non scende potrebbero esserci ripercussioni sulla competitività delle compagnie aeree europee».

Il Parlamento europeo ha varato, infatti, importanti regolamenti per aumentare la produzione di Saf per l’aviazione a partire dal 2026. I produttori dovranno fornire più carburante e le compagnie aeree sono tenute a utilizzare almeno il 2% del totale di Saf a partire dal 2025, fino al 6% nel 2030 e il 63% per il 2050.

«Vogliamo essere parte della soluzione e non del problema – ha concluso infine Marjan Rintel, ceo di Klm – Il nostro personale e i nostri clienti, così come gli stakeholder si aspettano una nostra azione rapida ed effettiva per diminuire l’impatto ambientale. Anche perchè il mercato presenta una domanda molto forte di clienti che vogliono contribuire a risolvere l’impatto della CO2. Per questo occorre essere ambiziosi e ottimisti. È un percorso collettivo che dobbiamo portare avanti tutti insieme per completare il processo di decarbonizzazione».

L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Giornalista. Specializzato in trasporto aereo e ferroviario, economia, agenzie di viaggi, tecnologia ed estero. Segue convention e fiere internazionali.

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