No agli aiuti operativi con il contagocce per gli aeroporti regionali. È l’appello di Aci Europe alla Commissione Ue, a seguito della consultazione pubblica lanciata in questi giorni sul futuro regime degli aiuti di Stato dell’Unione per il settore dell’aviazione. L’organismo, che rappresenta oltre 600 aeroporti in 55 Paesi del Vecchio Continente e assicura circa 14 milioni di posti di lavoro, ha avvertito che le bozze di norme pubblicate dalla Commissione europea sollevano una serie di significative preoccupazioni che dovranno essere affrontate.
In particolare, in una nota ufficiale si evidenzia che “la Commissione europea, pur riconoscendo le difficoltà finanziarie affrontate dagli aeroporti con meno di 1 milione di passeggeri all’anno e pur ritenendo possibile prevedere per queste strutture il beneficio di aiuti operativi e viste le loro difficoltà a coprire in modo sostenibile i propri costi operativi, pone un limite di 5 anni per gli aiuti operativi, insieme a ulteriori condizioni per gli aeroporti con un traffico compreso tra 500.000 e 1 milione di passeggeri, che di fatto restringerebbe significativamente l’accesso a un sostegno vitale e potrebbe infine compromettere l’obiettivo di affrontare un chiaro fallimento strutturale del mercato. Allo stesso tempo, le possibilità di aiuti agli investimenti per gli aeroporti vengono ridotte: le norme proposte limitano gli aiuti agli scali con non più di 3 milioni di passeggeri annui (rispetto all’attuale soglia di 5 milioni) e prevedono condizioni aggiuntive più estese”.
Tutto questo, sempre secondo i vertici di Aci Europe, avviene mentre gli aeroporti europei si trovano ad affrontare nuove esigenze di investimento in un contesto economico strutturalmente cambiato, caratterizzato sia da pressioni al ribasso sui ricavi sia da un aumento dei costi, come evidenziato da una ricerca di Boston Consulting Group.
Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, osserva: «Esistono chiaramente preoccupanti incoerenze tra le realtà economiche e di mercato accertate – che l’attuale crisi del petrolio sta ulteriormente mettendo in luce – gli obiettivi politici dichiarati e il nuovo quadro proposto per gli aiuti di Stato agli aeroporti. Affrontare queste carenze sarà essenziale, poiché le linee guida definitive determineranno in larga misura il futuro della connettività delle regioni europee e delle comunità più piccole e, di conseguenza, la loro attrattività, resilienza economica e sviluppo a lungo termine. Attendiamo con grande interesse di confrontarci con la vicepresidente esecutiva della Commissione, Teresa Ribera, e il suo team su una questione cruciale per la competitività e la coesione».
Secondo le recenti stime di Aci Europe, l’operatività degli aeroporti regionali europei lo scorso anno ha generato oltre 851 miliardi di euro di attività economiche pari al 5% del Gdp.


