Le compagnie aeree di tutta Europa stanno riducendo i prezzi dei voli estivi per contrastare il ritardo nelle prenotazioni, dovuto alla paura che un’ipotetica carenza di carburante per aerei possa compromettere le vacanze.
Compagnie aeree, agenzie di viaggio e analisti affermano che i consumatori stanno rimandando le prenotazioni, dopo i ripetuti avvertimenti sulla potenziale necessità di razionamento causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz dopo l’inizio del conflitto con l’Iran, avvenuta oltre due mesi fa.
«Stiamo vivendo una situazione simile a quella che abbiamo vissuto durante la pandemia», ha dichiarato Murat Şeker, amministratore delegato di Turkish Airlines. «C’è ancora incertezza sul lungo termine».
L’ANALISI FT SUI DATI GOOGLE FLIGHTS
Dai primi avvertimenti sulla possibile carenza di carburante per aerei, all’inizio di aprile, i prezzi dei voli verso alcune delle destinazioni più popolari dell’Europa meridionale sono diminuiti, secondo un’analisi del Financial Times sulle tariffe più economiche su Google Flights.
Tra il 9 aprile, il giorno prima che gli aeroporti europei avvertissero della possibile carenza di carburante per aerei nella regione, e il 6 maggio, le tariffe aeree, per un viaggio di una settimana a luglio, sono diminuite per 27 delle 50 principali rotte europee verso il Mediterraneo.
I prezzi sono calati di almeno il 10% per 15 rotte, tra cui Londra Heathrow-Nizza, Manchester-Palma de Maiorca e Londra Gatwick-Barcellona. I prezzi dei voli tra Milano e Madrid sono calati fino al 44%. Si sono registrati cali di prezzo pari o superiori al 20% su otto delle 50 tratte principali, mentre solo due tratte hanno visto aumenti di prezzo della stessa entità.
LE DIFFERENZE USA-EUROPA
I viaggi negli Stati Uniti continuano a essere in forte espansione, mentre i viaggiatori in Europa sono «paralizzati», ha dichiarato Andrew Lobbenberg, analista di Barclays. «Le persone sono restie a prenotare. Prenotano all’ultimo minuto e le compagnie aeree e le agenzie di viaggio sono costrette a incentivarle con prezzi più bassi». Un sondaggio Ipsos ha rilevato che un quinto dei consumatori britannici intervistati ha optato per una vacanza nazionale, anziché internazionale, per quest’anno, mentre un altro quinto sta valutando di farlo.
L’amministratore delegato di Trivago, Johannes Thomas, ha dichiarato al Financial Times che la società non ha riscontrato un «rallentamento» nelle prenotazioni complessive nel Regno Unito, ma è evidente che «in tempi di crisi, le persone preferiscono le destinazioni nazionali».
TRA RIDUZIONI E AUMENTI
I prezzi su molte delle principali rotte europee sono ora più bassi, mentre alcune compagnie aeree hanno avvertito di rincari sui voli a lungo raggio per l’aumento dei prezzi del carburante e il taglio dei voli. Le compagnie aeree hanno già cancellato 2 milioni di posti a livello globale dagli orari di maggio, per preservare i profitti e reagire al calo della domanda.
«C’è un elemento di incertezza nel breve termine. La gente non sa cosa succederà, se perderà il lavoro, se non riuscirà a fare benzina: c’è un certo livello di esitazione», ha affermato l’amministratore delegato di Wizz Air, József Varadi. Come altri dirigenti di compagnie aeree che cercano di far crescere il numero di prenotazioni, Varadi ha avvertito che aspettare potrebbe portare a costi più elevati. «Le persone dovrebbero correre il rischio, perché è meglio prenotare ora, dato che per l’estate le cose potrebbero essere molto più care di oggi», ha concluso.
LE COMPAGNIE RASSICURANO
EasyJet, la cui crescita è legata al successo della sua divisione vacanze in rapida espansione, ha cercato di rassicurare i consumatori, impegnandosi questo mese a non aggiungere supplementi per il carburante o altri costi aggiuntivi ai pacchetti già prenotati. Il mese scorso, la compagnia aerea low cost aveva affermato di notare un aumento delle prenotazioni, avvertendo che l’aumento dei prezzi del carburante avrebbe inciso sulla sua redditività. «La finestra di prenotazione si è ridotta, il che diminuisce la visibilità, ma stiamo anche assistendo a una forte domanda nel mese di viaggio», aveva affermato Jarvis.
Anche British Airways, questa settimana, ha rilasciato una “promessa per le vacanze”, garantendo che i prezzi dei voli non aumenteranno, dopo i pagamenti.
PROBLEMA HORMUZ
Nonostante l’Europa sia meno esposta dell’Asia alle importazioni di cherosene dallo Stretto di Hormuz, la regione è rifornita dagli Stati Uniti e le scorte potrebbero comunque scarseggiare, se la crisi si protrarrà a lungo.
«Alcuni Paesi, in particolare il Regno Unito, potrebbero ritrovarsi con scorte estremamente basse e, quindi, potrebbero adottare misure di razionamento per rallentare il consumo», hanno scritto gli analisti di Goldman Sachs. “I prezzi avranno un impatto sulla domanda e stiamo già assistendo a una riduzione a una cifra, tra il basso e il medio, della domanda di carburante per aerei in Europa, implicita nei tagli delle compagnie aeree sulla capacità, annunciati finora».
I governi di tutta Europa stanno cercando di placare i timori. Lo scorso fine settimana, il Regno Unito si è impegnato a modificare le regole di decollo per impedire alle compagnie aeree di far volare aerei vuoti e per dare maggiore sicurezza ai viaggiatori. «Al momento, non stiamo riscontrando interruzioni nelle forniture di carburante per aerei», ha dichiarato la ministra dei trasporti, Heidi Alexander.
Lobbenberg di Barclays ha stimato che tra il 5 e il 15 per cento dei voli potrebbe essere cancellato, durante l’estate. Ma ha rassicurato: «I cieli non saranno vuoti».


