Alitalia-Etihad, la storia (non) è finita

Alitalia-Etihad, la storia (non) è finita
23 Febbraio 10:39 2026

Ci mancava giusto un pizzico di spy story nel romanzo infinito di Alitalia. Fatto sta che, in base a quanto ha appreso da due fonti il Corriere della Serache si era già occupato della vicenda a gennaio – l’accordo segreto commissari-Etihad è finito sotto la lente degli azionisti italiani.

Ecco cosa scrive in proposito il quotidiano di via Solferino: “La cordata italiana che ha affiancato Etihad Airways nel rilancio — fallito — di Alitalia Sai, vuole vederci chiaro sull’accordo transattivo che il vettore di Abu Dhabi ha siglato nel 2023 con i commissari dell’ex compagnia di bandiera in amministrazione straordinaria”.

Insomma, secondo le fonti interpellate dal Corriere, Etihad avrebbe versato almeno 300 milioni di euro ai commissari in cambio della chiusura del contenzioso relativo al tracollo del 2017. Una trattativa, però, che sarebbe avvenuta all’insaputa dei soci italiani, che adesso vogliono vederci chiaro a capire se ci sono aspetti della vicenda che li riguardano.

Riassunto delle puntate precedenti.

2014: ETIHAD ENTRA IN ALITALIA SAI

A fine 2014, com’è noto, Etihad entra in Alitalia Sai con il 49%. Il 51% è di Midco Spa: come spiega il Corsera, si tratta di “un veicolo societario controllato interamente da Alitalia Cai, che tra il 2009 e il 2014 aveva già gestito la precedente incarnazione di Alitalia-Lai (e Air One). Cai — ancora attiva — e annovera diversi azionisti, da Intesa Sanpaolo a Unicredit, fino a Poste Italiane e Air France-Klm“.

La premessa è utile per riassumere come era articolata l’operazione su Alitalia-Sai, valore 1.758 miliardi di euro. Midco sborsa 387 milioni, Etihad 560 milioni, così ripartiti: 387,5 milioni per acquisire il 49%, 60 milioni per le cinque coppie di slot a Londra Heathrow, 112,5 milioni per il 75% del programma fedeltà MilleMiglia). Il resto serve a ristrutturare il debito e linee di credito da parte di istituti italiani.

Ma qualcosa va storto e Alitalia Sai non decolla. I dipendenti si oppongono al referendum sul piano di ristrutturazione e nella primavera del 2017 Etihad saluta. Il 2 maggio scatta l’amministrazione straordinaria, che porta alla chiusura dell’aviolinea e alla nascita di Ita Airways nell’ottobre 2021. È il momento di tirare le somme: l’investimento di Midco – quindi per i soci italiani, cioè Cai — si traduce in una svalutazione di 400 milioni.

Il resto è storia recente, raccontata dal Corriere della Sera un mese fa: “Nella primavera del 2023 i tre commissari di Alitalia raggiungono un accordo con Etihad, accusata di essere responsabile del dissesto dell’ex vettore di bandiera in quanto ‘capogruppo di fatto’ (pur detenendo solo il 49%) e di aver esercitato un’influenza determinante attraverso manager di fiducia di Abu Dhabi”.

I soci italiani contesterebbero il fatto che Midco avrebbe dovuto discutere preventivamente con loro i termini dell’intesa che, come già accennato, è stata trovata sulla base di almeno 300 milioni, secondo le fonti del Corsera.

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