Vale per il trade italiano e non solo. Anche per il tour operating dei cugini francesi la stagione estiva può essere salvata dalle prenotazioni sotto data dopo un ultimo trimestre disastroso con il crollo del booking. A dichiararlo è Patrice Caradec, presidente dell’associazione transalpina dei tour operator (Seto), che rappresenta il 70% degli operatori.
In una lunga disamina, riportata dalla testata specializzata L’Echo touristique, Caradec ha confessato che tra marzo e maggio le prenotazioni sono crollate: «Al 31 maggio, le vendite estive totali erano diminuite del 6,7%. In piena primavera molti francesi avevano paura di partire e non tornare più. Anche le pressioni sul potere d’acquisto hanno contribuito a un diffuso atteggiamento attendista. Ora, a conti fatti siamo indietro di almeno 85.000 clienti rispetto all’estate 2025. Una riduzione che equivale a circa 100 milioni di euro in meno nel volume d’affari. Per raggiungere i dati definitivi dell’estate 2025, dobbiamo ancora prenotare 600.000 clienti per partenze entro il 31 ottobre 2026».
FRANCIA METROPOLITANA UNICA DESTINAZIONE IN CRESCITA
A eccezione della Francia continentale, e in particolare delle zone montuose, tutte le rotte aeree hanno registrato un calo: «Le destinazioni a lungo raggio – precisa Caradec – hanno subito un calo maggiore (-10%) rispetto a quelle a medio raggio (-7%), principalmente a causa dei supplementi carburante. Basta considerare che il supplemento medio per le destinazioni intercontinentali è di 120 euro, contro i 20-40 euro per i Paesi europei. Questo aumenta significativamente il costo medio per le famiglie, molte delle quali viaggiano durante l’estate. Va anche detto che i francesi hanno un budget limitato per le vacanze, che cercano sempre di preservare il più possibile».
Da qui l’inevitabile moria di prenotazioni: tra le destinazioni più popolari in netto calo spiccano Croazia (-16%), Stati Uniti (-37%), Indonesia (-19,9%), Giappone (-10%), ma a doppia cifra sono anche le flessioni per Irlanda (-18,1%) e Messico (-29,7%).
«La primavera – sottolinea Caradec – ha avuto purtroppo un impatto devastante sull’Asia e su tutte le sue mete che, sebbene in parte praticabili dai viaggiatori, non hanno avuto più appeal. Ora, in giugno si è tutto stabilizzato e con un -6% di prenotazioni rispetto al giugno 2025, possiamo dire di essere comunque soddisfatti. Questo mese così cruciale per le pianificazioni di viaggi e soggiorni, tutto sommato ha mostrato una buona tenuta».
AGOSTO, UN BOOKING CON CALI CONTENUTI
Per quanto riguarda le partenze di luglio e agosto, secondo il presidente di Seto, si continua a operare in difficoltà con flessioni generali tra il 7 e il 9%. In termini di numero di clienti, i viaggi di gruppo sono in calo (-19,5%), i soggiorni individuali in flessione (-9,4%), mentre i soggiorni nei club si stanno mantenendo stabili (-0,5%): «I supplementi carburante – aggiunge Caradec – continuano a pesare sulle intenzioni di viaggio. E purtroppo le compagnie aeree hanno aumentato rapidamente i prezzi e sono state lente nell’eliminare i supplementi carburante, pur in presenza di una sostanziosa diminuzione del prezzo del petrolio, sceso a 73 dollari al barile».
Da qui l’esplicito invito rivolto direttamente ad Air France ad adottare le misure necessarie. Resta peraltro da vedere se i tour operator attiveranno nuove promozioni per incentivare chi prenota in ritardo.
UN INVERNO DEBOLE E TUTTO DA DECIFRARE
Riguardo infine alle prospettive per la stagione invernale, Caradec è comunque fiducioso visto che nonostante il calo di clientela nell’inverno 2025/26 (-2,9%) si è registrato un aumento del fatturato (+3,6%), salito a quota 350 milioni di euro: «Siamo un settore che non muore mai. Gli operatori turistici sanno come adattarsi e riprendersi».


