Arriva Brexit, un anno di tempo per adeguarsi

30 Gennaio 10:04 2020 Stampa questo articolo

Cosa succederà il 31 gennaio a mezzanotte dopo l’entrata in vigore della Brexit? Non molto, a dire il vero. Sia per le aziende che per il pubblico, viaggiatori compresi, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non produrrà effetti, almeno nell’immediato.

Dopo l’ok del Parlamento Ue, infatti, dal 1° febbraio inizierà la vera partita per i leader politici e i negoziatori delle due parti: trovare accordi commerciali, doganieri e di viaggio che regolino i nuovi rapporti tra Londra, l’Ue e il resto del mondo. Per questo motivo, ci sarà un periodo di transizione di 11 mesi in cui verranno arrotondati gli angoli dei dossier più spinosi, come la mobilità transnazionale, i diritti dei cittadini e le politiche di immigrazione.

“Praticamente non cambierà nulla sia per le imprese che per il pubblico”, ha scritto ad esempio il governo olandese sul portale web dedicato alle misure da adottare per la Brexit.

Per i cittadini britannici, i documenti esistenti, come le patenti di guida, rimarranno validi, ma ma a partire dal 31 gennaio il passaporto del Regno Unito non darà più diritto di cittadinanza europea. Per quanto riguarda le condizioni di viaggio e i vantaggi, invece, nulla cambierà durante il periodo di transizione, anche se l’Ufficio passaporti britannico ha già iniziato a rilasciare nuova documentazione senza la dicitura Unione europea.

Per quanto riguarda i tre milioni di cittadini europei che vivono nel Regno Unito, e per il milione di cittadini britannici residenti nell’Ue, entrerà in vigore un nuovo accordo a tutela dei loro diritti che sostituirà quelli garantiti dall’appartenenza al blocco comunitario. Durante il periodo di transizione, ovvero fino al 31 dicembre prossimo, l’accordo consente ai cittadini del Regno Unito di rimanere dove stanno e di continuare a ricevere assistenza sanitaria e pensioni all’estero.

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