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Bmt, Santanchè convoca la “Nazionale” del turismo

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I 39 milioni in sospeso per agenzie e operatori? «L’Ue sta per sbloccarli, ci siamo quasi». E il Piano strategico del turismo? «Ascolteremo tutti, in fondo lo abbiamo già dimostrato». E la politica, le fazioni, i soliti screzi? «Non c’è casacca che tenga, indossiamo tutti la maglia della Nazionale». È una Daniela Santanchè dritta, incisiva, con le idee chiare, quella corsa a Napoli a inaugurare – in qualità di ministro del Turismo – l’edizione numero 26 della Bmt, la Borsa mediterranea di settore organizzata dalla Progecta di Angioletto De Negri.

Il suo ingresso nella main room della Mostra d’Oltremare, ovvero la Sala Mediterraneo, è una sorta di parata: al suo fianco la sempre presente Ivana Jelinic, ceo di Enit, i più stretti collaboratori, gli uomini della scorta e il solito (pittoresco) circo mediatico.

È la quinta volta che atterra sul suolo campano dall’inizio del suo mandato. Tanta roba per un ministro dal dna profondamente nordico. «Ricevo sempre una grande accoglienza. Abbiamo molto da imparare da voi», afferma proprio quando il messaggio dagli altoparlanti “Vi informiamo che ha aperto il Ristopizza” interrompe il suo intervento. E giù a ridere. «Perché anche questo è il bello di Napoli».

Un feeling inatteso, quello tra Santanchè e la Campania, che si traduce anche nell’assidua collaborazione con l’assessore regionale al Turismo, Felice Casucci. «Siamo ormai una coppia di fatto», dice riferendosi anche ai fitti scambi avuti per la campagna #ThisIsIschia. Diverso il rapporto con il governatore Vincenzo De Luca: «Non ho ancora avuto il piacere di incontrarlo, ma pazienza», commenta ironica.

Parla a braccio la ministra e promette pieno sostegno alle fiere: «Un settore che supporto perché sono egoista, perché portano vantaggi. Due tra tutti: la capacità di destagionalizzare e di catalizzare flussi di qualità, con un potere d’acquisto più alto». Del resto, aggiunge, «i modelli economici insegnano: se vogliamo far crescere il basso, dobbiamo partire dall’alto». Semplice, no?

Altro tema caldo: il dialogo con i rappresentanti del settore, richiesto anche dallo stesso De Negri. «Noi politici abbiamo spesso la presunzione di insegnare, quando invece dobbiamo ascoltare. Ci sto provando. Convoco tavoli costantemente. Da ultimo quello di mercoledì con le associazioni sulla questione della mancanza di lavoratori. L’anno scorso mancavano 250mila addetti, ora siamo a meno 50mila», fa sapere Santanchè.

E alla platea degli addetti ai lavori, un giuramento su tutti: «Il governo c’è. Il turismo è una priorità per la premier Giorgia Meloni. Questa volta ci siamo e lo dimostreremo. Certo, non si può fare tutto in pochi mesi. Se resteremo per tutti e cinque gli anni, vedrete i risultati».

E recitando Che Mediterraneo sia di Eugenio Bennato, la promessa delle promesse: «Gettare le basi per l’hub del mare nostrum, e così creare ricchezza al sud».

Che questa Bmt segni una nuova primavera del turismo lo testimonia anche Pier Ezhaya, il presidente di Astoi, presente a Napoli con il suo Village. «Questa fiera assume sempre più una dimensione nazionale – rimarca nel suo intervento all’inaugurazione – E certifica nei fatti ciò che presto decreterà l’Oms: la reale fine della pandemia». E allora, esorta il leader dei tour operator, «basta piangere, basta lamentarsi, cicatrizziamo le ferite del Covid e costruiamo insieme un futuro industriale per il turismo».

La dicotomia tra incoming e outgoing è roba vecchia: «Lo abbiamo dimostrato e lo ribadisco ora, vogliamo tutti la stessa cosa: costruire un’Italia migliore». Parola di Ezhaya, centravanti di sfondamento di quella Nazionale del turismo convocata da Santanchè.

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