Boeing, gli azionisti fanno causa: «Ha anteposto i profitti alla sicurezza»

02 Febbraio 13:01 2024 Stampa questo articolo

«Boeing ha anteposto i profitti alla sicurezza». Il colosso americano deve fronteggiare l’assalto dei pensionati di Rhode Island, in qualità di azionisti, che – come riferisce la Reuters – hanno intentato una causa dopo gli incidenti che hanno coinvolto il 737. Quello dell’Alaska Airlines, il 5 gennaio, ha costretto la Faa a mettere a terra temporaneamente 171 aerei Max 9 con relativa ispezione, provocando migliaia di cancellazioni di voli della stessa Alaska e di United Airlines.

L’azione collettiva sui titoli, depositata martedì nel tribunale del distretto orientale della Virginia, è stata guidata dal procuratore generale di Rhode Island, James Diossa, che chiede alla legge di ritenere Boeing «responsabile dell’operato verso i suoi finanziatori». Nei documenti si legge che la società «ha tradito la fiducia dei pensionati del Rhode Island e ha mentito sulle gravi carenze in termini di sicurezza». Un portavoce di Boeing ha preferito non commentare la notizia.

La causa è stata intentata per conto di tutte le persone e gli enti che hanno acquistato azioni ordinarie della società tra il 23 ottobre 2019 e il 24 gennaio 2024. Secondo gli azionisti, infatti, nell’ottobre 2019 i dirigenti di Boeing avevano parlato di «progressi costanti sulla loro massima priorità», cioè il ritorno in servizio, in sicurezza, del 737 Max, dopo i due incidenti tra il 2018 e 2019 in cui morirono 346 persone.

Invece, sostengono i pensionati di Rhode Island, «all’insaputa degli investitori, affermazioni come quelle citate erano false e fuorvianti, perché Boeing non ha rivelato di aver dato priorità ai profitti rispetto alla sicurezza, il che ha portato a standard di controllo di qualità scadenti nella produzione dei suoi aerei commerciali come il 737 Max». Inoltre, l’ultimo incidente ha provocato un crollo delle azioni e gli azionisti denunciano di «aver subito perdite e danni significativi ai sensi delle leggi federali sui titoli». Il prezzo delle azioni Boeing è sceso del 18,9% dal 5 al 25 gennaio, il giorno dopo che la Faa ha vietato alla società di espandere la produzione del Max per motivi di sicurezza. Un crollo che ha bruciato oltre 28 miliardi di dollari del valore di mercato dell’azienda.

La causa degli azionisti di Rhode Island arriva dopo le denunce presentate da due gruppi di passeggeri che erano sul volo dell’Alaska Airlines: uno per il “disagio fisico ed emotivo causato dall’emergenza”, l’altro, che ha coinvolto anche Alaska, chiede un risarcimento danni per il trauma subito.

Polemiche, cause, l’assalto della concorrenza europea e cinese, non c’è pace per Boeing, che pure ha riportato risultati del quarto trimestre 2023 migliori del previsto, con una perdita di 30 milioni di dollari, 22 miliardi di fatturato e 3,38 miliardi di flusso di cassa. Il ceo Dave Calhoun ha però anche ammesso di non poter fornire obiettivi finanziari per il 2024, ribadendo che «la società si concentrerà su ogni aereo per garantire i più alti standard di sicurezza e qualità». Boeing punta a consegne annuali di circa 800 aerei anche nel 2024.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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