Bolt, piattaforma europea della mobilità condivisa attiva in oltre 50 Paesi e più di 850 città, arriva in Italia, a Milano.
L’anti Uber è pronta a rompere il monopolio delle storiche app di prenotazione e decongestionare una città in cui trovare un taxi o un Ncc nei momenti di punta sembra spesso un’impresa impossibile, solo nel 2024 gli aeroporti milanesi hanno gestito oltre 56 milioni di passeggeri, aumentando la pressione sui sistemi di trasporto come i taxi tradizionali durante i periodi di punta, i weekend e i grandi eventi.
Il nuovo servizio offerto dal Gruppo estone nato nel 2013, inizialmente con il nome Taxify, mira a colmare il gap tra domanda e offerta offrendo una piattaforma digitale che mette in contatto utenti e conducenti, promettendo maggiore disponibilità di vetture, trasparenza nelle tariffe e tempi di attesa ridotti.
Laurent Koerge, director of expansion di Bolt, ha commentato: «Crediamo che l’Italia sia pronta per una maggiore scelta in termini di mobilità e siamo entusiasti di portare a Milano l’esperienza maturata in centinaia di città europee».
L’azienda sottolinea le opportunità offerte ai conducenti professionisti, attraverso la piattaforma, gli operatori Ncc potranno infatti accedere a una base di utenti che a livello globale supera i 200 milioni di clienti, gestendo in autonomia disponibilità e orari di lavoro. Il lancio milanese è – come dichiarato dall’azienda – solo l’inizio, l’intenzione è di estendere il servizio ad altre città italiane, puntando in particolare sui grandi flussi turistici.
COME FUNZIONA BOLT IN ITALIA
Il funzionamento è lo stesso di app analoghe: si scarica l’applicazione, si inserisce la destinazione, si riceve una stima del prezzo e si prenota la corsa, che viene assegnata a un conducente nelle vicinanze. Il pagamento avviene direttamente in app e al termine della corsa è possibile valutare il servizio ricevuto.
Da ricordare che, in Italia Bolt non mette al volante autisti privati non professionisti, ma lavora esclusivamente con tassisti muniti di licenza e con conducenti Ncc regolarmente autorizzati.
Il quadro normativo italiano, che risale alla legge quadro del 1992, separa rigidamente il servizio taxi dal noleggio con conducente e affida ai Comuni il contingentamento delle licenze. L’app, quindi, non crea nuova offerta di trasporto: si limita a intermediare quella esistente, esattamente come fanno le altre piattaforme già attive nel nostro Paese.


