Per un comparto come quello del cicloturismo che ogni anno genera oltre 25 milioni di presenze e un impatto economico di 6 miliardi di euro è arrivato il momento di investire e di puntare anche sulla formazione professionale per Federterziario Turismo.
«Chiediamo incentivi per le imprese ricettive e di servizio che investono nell’accoglienza ciclistica certificata, ma anche il sostegno alla formazione degli operatori turistici per rispondere alle aspettative di una domanda sempre più sofisticata – precisa Emanuela D’Aversa, vice presidente di Federterziario Turismo – Il cicloturismo rigenera il sistema turistico, perché il visitatore, beneficiando di un percorso lento e attento, si ferma nei borghi, frequenta i mercati artigianali, sceglie strutture a misura d’uomo. In questo modo si valorizzano le economie locali».
Nell’ambito dell’investimento nelle ciclovie turistiche, secondo quanto monitorato dalla Fondazione Openpolis sul portale dedicato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (con dati aggiornati all’ottobre scorso), il rafforzamento della mobilità ciclistica in Italia, tema che include il piano nazionale delle ciclovie, prevede un importo complessivo di circa 657 milioni di euro tra risorse del Pnrr e altri fondi per 184 progetti distribuiti sul territorio nazionale. Nel dettaglio per le ciclovie urbane sono previsti 149 progetti per 244 milioni di euro – pagamenti al 42% – e altri 35 per 413 milioni di euro per le ciclovie turistiche, con pagamenti al 23%. Complessivamente sono previsti 570 km di piste ciclabili urbane e metropolitane e circa 1.250 km di piste ciclabili turistiche.
«Riteniamo prioritario incentivare la spesa dei fondi – prosegue la vicepresidente di Federterziario – per promuovere la crescita del settore che vive certamente dei progetti delle grandi ciclovie nazionali, con diversi tratti già attivi, ma anche della diffusione e della manutenzione delle reti ciclabili in ambito urbano e metropolitano. In passato, nel giugno del 2024, la Corte dei Conti aveva già evidenziato ritardi, sottolineando le difficoltà di spesa delle risorse messe a disposizione. Ci auguriamo che non vengano tradite queste straordinarie prospettive di sviluppo per il turismo italiano in vista delle prossime scadenze».
Attualmente nel comparto operano circa 800 imprese attive nel noleggio bici con oltre 1.600 unità locali operative. Una filiera che beneficia sul mercato di un’attenzione trasversale, dal mondo del lusso agli ostelli, proponendo ormai percorsi calibrati sulle esigenze dei turisti. Da qui, sempre secondo Federterziario Turismo, la necessità di politiche di sostegno su misura che incidano concretamente sulle diverse tipologie di imprese coinvolte: dal noleggio, riparazione e commercio al dettaglio di biciclette all’ospitalità e alle strutture ricettive.


