Clematis, tutto un altro viaggio – Storia di un’agenzia “diversa”
Radicata nella Valle dell’Aniene, con i suoi tesori Unesco e la natura incontaminata alle porte di Roma, Clematis – alla soglia dei vent’anni di attività – propone il suo viaggio diverso. Quello nel territorio lontano dal turismo di massa, quello tra le fabbriche dove i giovani mettono lo smartphone in tasca e possono tornare in contatto con il “com’è fatto” e “con cosa è fatto”. Monia Santarelli ha una missione: riportare i viaggiatori indietro nel tempo: «Conoscere le vite di imprenditori illuminati e non solo, può essere uno spunto per emulare, per trovare uno scopo nella vita». Per lei anche la delega al Turismo industriale per il Comune di Guidonia Montecelio: «In Italia è ancora poco conosciuto. Ho colto una bella sfida».
Un primo passo dietro ogni storia. Qual è stata la scintilla?
«Alle scuole elementari contemplavo la cartina geografica sul muro e la geografia mi appassionava. Quando ho avvertito l’esigenza di realizzare qualcosa di mio ovviamente la scelta è ricaduta sul viaggio. Voleva essere un opificio il mio, dove poter anche confrontarsi bevendo un caffè. Nel tempo è cambiata la sede ma non la filosofia. Oggi a disposizione dei nostri visitatori abbiamo “la libreria del viaggiatore”, sono testi di vario genere a tema viaggio».
Perché Clematis?
«Clematis è una pianta che nasceva spontanea sui cammini europei che venivano un tempo percorsi a piedi simboleggiando “la gioia del viaggiatore”. La mia scelta iniziale quando ho presentato la lista in Provincia era “Omnia”, anagramma del mio nome. Ma esistendo qualcosa di simile in Vaticano ovviamente non venne approvato».
La Valle dell’Aniene è oggi un tuo assoluto punto di forza. Cosa rende questo territorio così speciale?
«La Valle dell’Aniene è l’assente assoluta nella programmazione dei principali operatori che presentano il Lazio concentrandosi su altre zone. È comoda trovandosi a pochi km da Roma. Ospita ben due siti Unesco: Villa Adriana e Villa d’Este, entrambe a Tivoli. Accoglie amanti della natura con la Riserva di Monte Catillo e chi ama i cammini con il più famoso Cammino di San Benedetto di Subiaco, nel 2025 Capitale italiana del libro. A Montecelio troviamo l’unica scultura nel suo genere ancora intatta, La Triade Capitolina. Sorvolo sulla gastronomia, sulle terme di acqua sulfurea. In tempi dove si vive l’overtourism come problema, avere nuovi territori da scoprire può rappresentare solo una grande risorsa».
C’è il rischio che le nuove generazioni perdano il contatto con la realtà. Come viene in soccorso il turismo industriale?
«L’utilizzo continuo di device e la sempre più presente intelligenza artificiale ci fanno vivere in modo completamente differente rispetto alle generazioni passate, dove il tramandare mestieri e tradizioni era una normale necessità. Abbiamo perso molta manualità. La visita in fabbrica attiva o meno – oggetto di turismo industriale la prima e di archeologia industriale la seconda – riporta l’attenzione al come è fatto, con cosa è fatto. Considerazioni che possono sembrare banali, ma in un contesto dove molti bambini non hanno mai preso un treno o visto una gallina obbliga a una riflessione. Conoscere le vite di imprenditori illuminati e non solo può essere uno spunto per emulare, per trovare uno scopo nella vita. La recente delega al Turismo industriale ricevuta dal sindaco di Guidonia Montecelio trasforma una mia passione e formazione in un impegno concreto e reale».
Il prossimo capitolo di Clematis?
«Lavoriamo a due nuove aree di interesse. I viaggi per i giocatori di golf, la recente Ryder Cup svoltasi a Guidonia ha fatto conoscere uno sport che da molti erroneamente era considerato esclusivo e di lusso. A latere voglio realizzare proposte di benessere psicofisico. Abbiamo bisogno di riprendere ritmi più lenti, spazi personali, contatto con la natura. Tutto ciò si può realizzare con viaggi che combinano pratiche come pilates, yoga, meditazione in contesti rilassanti, non inquinati. Godendoci dei momenti lontani da connessione digitale. Riscoprendo non da ultimo anche un cibo più naturale e semplice da consumare in tranquillità».


